venerdì 26 febbraio 2016

Emanuele Impalà resta al suo posto, la maggioranza si spacca




E la frattura, infine, è arrivata. Inesorabile, profonda e destinata ad essere alimentata dal risentimento – perché a nessuno piace essere sotto attacco – ma anche dal rumore di fondo delle chiacchiere che, in ogni piccola città, sono il pane quotidiano della politica locale. D’altra parte, è una storia vecchia: anche durante i primi cinque anni dell’amministrazione Campo la maggioranza si spaccò in Consiglio più o meno a metà mandato, quando l’allora presidente Francesco Rizzo, pandolfiano anche per ragioni personali (in quanto cognato dell’ex sindaco) uscì dal gruppo per non lasciare la poltrona, come aveva promesso di fare insediandosi; per non parlare del pasticcio in Giunta, con assessori spediti a casa o usciti sbattendo la porta e altri subentrati in corsa, ma poco fortunati: una era Giusy Merulla, che non ha mai più fatto politica a Santa Lucia del Mela, l’altro era Angelo Letizia, per ironia della sorte chiamato da quello stesso sindaco che pochi giorni fa l’ha salutato con un bel due di picche. 
La cronaca di questi giorni, quindi, non è che il solito copione pronto a ripetersi quando l’entusiasmo della vittoria elettorale è solo un’eco lontana e la fragile barca della maggioranza naufraga sugli scogli del disaccordo. A far esplodere la miccia, da una parte il caso Letizia, dall’altro il caso Mirabile, disinnescato soltanto in parte. Se la corazzata Nino Campo, Emanuele Impalà e Carmelina Genovese tenta di risolvere la partita mettendo in un angolo la consigliera (che pure è stata la più votata nel 2013) c’è da aspettarsi che qualcun altro farà compagnia a Mirabile fuori dalla maggioranza, come Pietro Amalfi, l’unico sinora a non essersi allineato alla posizione del gruppo.
Con tre note inviate congiuntamente, il sindaco, il presidente del consiglio e il capogruppo di “Liberi e Protagonisti” fanno muro sulle recenti dichiarazioni di Mirabile, che ha rifiutato l’ingresso in Giunta al posto di Letizia e che chiede, invece, la presidenza del consiglio comunale, come le sarebbe spettato a due anni e mezzo dall’insediamento, secondo gli accordi iniziali. Il meccanismo, tuttavia non è così lineare: né Campo può decidere sulle sorti del Consiglio, né le eventuali dimissioni di Impalà significherebbero automaticamente il passaggio di consegne a Mirabile, dato che il ruolo di presidente è assegnato dai quindici consiglieri con votazione segreta; Emanuele Impalà ottenne nel 2013 la poltrona con tutti i dieci voti della maggioranza, che oggi non è più disponibile a girarli a Mirabile, estromessa di fatto dai giochi.   
L’ultimo capitolo di questa vicenda, che certo avrà strascichi ancora per molto, riguarda le repliche rivolte alla consigliera, liquidata su ogni fronte, a partire dal sindaco. Rimandando al mittente tutte le accuse, più o meno velate, Campo afferma che la nomina assessoriale offerta non rientra in «nessuna logica di spartizione del potere», ma ribadisce che sono mutate, nell’ultimo periodo, «le dinamiche interne del gruppo». A scaricare Mirabile sono poi i suoi stessi colleghi di “Liberi e Protagonisti”, ovvero il capogruppo Carmelina Genovese, Francesca Giunta, Giovanni Impalà, Franco Interisano, Mariella Ispoto, Libero Rappazzo e Mariachiara Zullo, che confermano la fiducia ad Emanuele Impalà «non ritenendo che sia necessario un avvicendamento di presidenza, in quanto gli scenari politici, rispetto a due anni e mezzo fa, sono cambiati». 
A prendere la parola è lo stesso Impalà, prendendo atto che «la maggioranza del gruppo si sente rappresentata dall’attuale presidenza» e accettando pubblicamente «l’invito rivolto dal gruppo “Liberi e Protagonisti” di non rimettere il proprio mandato, consapevole del fatto che questo potrà dare adito a facili speculazioni politiche» ma con l’obiettivo «di lavorare per il bene del paese». L’incognita sul quarto assessore, intanto, rimane aperta. (KT)