lunedì 31 dicembre 2007

Appuntamento all'anno prossimo

Questo è il mio ultimo post dell'anno che ci sta lasciando: il blog chiude i battenti del 2007 con l'ottimo risultato delle oltre 3000 visite. In tanti lo avete visitato, da varie parti del mondo, e questo rappresenta una gratificazione al mio lavoro e un segnale positivo che mi incoraggia ad andare avanti. Scommettiamo insieme sul futuro della nostra piccola città, dialoghiamo e contribuiamo a valorizzare le tante realtà positive che esistono. Non è stato un anno facile, neppure per la nostra comunità, che nella prossima primavera sarà chiamata alle urne: l'augurio è che si apra una stagione di rinnovamento vero, che porti in prima linea più donne e più giovani nella gestione della vita pubblica. Impegno sociale, democrazia partecipativa e progetti di sviluppo territoriale. Sarà una bella sfida, alla quale, ognuno con il proprio contributo, siamo tutti chiamati a partecipare.
Auguri!

sabato 29 dicembre 2007

Natale 2008: Santa Lucia tra riti e tradizioni

Luci soffuse, profumi tradizionali, "cone" addobbate, musiche e strumenti tipici: l'atmosfera delle feste avvolge il paese, che sembra traformarsi in presepe e calare nella magia del Natale.

Gli appuntamenti festivi sono all’insegna della tradizione, tra la valorizzazione della memoria storica e la partecipazione ai riti religiosi e popolari. L’attesa del Natale è stata accompagnata dai tradizionali piccoli concerti eseguiti con strumenti tipici durante le sere della Novena, davanti alle nicchie col Bambinello decorate con agrumi e luci. Alcuni hanno vissuto la bellezza della Novena mattutina, che nelle prime luci dell'alba ricorda un tempo lontano...così come per rivivere il passato, in piazza Milite Ignoto, per iniziativa dell’associazione culturale “Medi-Terra-Nèo”, è stato realizzato “u pagghiàru”: tipica costruzione anticamente usata dai pastori luciesi, caratterizzata dalla forma conica e da materiali poveri. Davanti ad esso, la notte di Natale è stato acceso un grande fuoco (il cosiddetto “zuccu”), per rinnovare l’usanza di ritrovarsi con parenti e amici aspettando la Messa di mezzanotte.

Torna l’appuntamento con “Il presepe nella tradizione della Prelatura Nullius di Santa Lucia del Mela”: fino al 6 gennaio si possono visitare i presepi artistici in concorso realizzati a Santa Lucia, San Filippo, Olivarella e Soccorso. Due giornate sono dedicate al “Presepe vivente”, che sfilerà per le vie del centro storico, con la partecipazione di bambini e adulti che mettono in scena il mistero della Natività e la rappresentazione degli antichi mestieri.


Infine, i più piccoli saranno protagonisti della caratteristica processione dell’Epifania, attraversando le vie del paese vestiti da angioletti e pastorelli che accompagnano Gesù Bambino offrendo doni.

La solidarietà è il filo conduttore di "Quannu ti chiamu...veni", appuntamenti con gli artisti della Valle del Mela per raccogliere fondi e regalare un sorriso ai piccoli di Soddo (Etiopia) e della missione messicana di Padre Gangi Dino.

Vorrei segnalare le iniziative dedicate agli ospiti della casa di riposo Calderonio, per i quali i volontari, il personale dipendente e il consiglio di amministrazione stanno organizzando feste e piccoli eventi, rallegrando le giornate festive con l'affetto e la cura di cui i più anziani hanno particolarmente bisogno. Agli ospiti dell'Istituto, e agli anziani soli, è stata dedicata l'iniziativa del gruppo giovani del Santuario Maria SS. della Neve: un pranzo festivo organizzato per loro e un'allegra tombolata.


martedì 25 dicembre 2007

Auguri


"La benedizione è il domani, e avere grandi sogni da realizzare"




(P. Coelho)





Buon Natale


Merry Christmas


Feliz Navidad

venerdì 21 dicembre 2007

Casa di riposo "Calderonio", festa di Natale tra allegria e riflessioni

Gli ospiti della casa di riposo per anziani “Luigi Calderonio” sono stati i protagonisti della festa organizzata dal consiglio d’amministrazione, il personale dipendente e il gruppo di volontariato per celebrare l’attesa del Natale. Dopo la Messa, presieduta da mons. Raffaele Insana, l’atmosfera è stata rallegrata dai balli e dalle musiche del gruppo folkloristico luciese “Girasole”. La festa è stata l’occasione per avvicinare la comunità al mondo degli anziani ma anche per riflettere sull’importante ruolo giocato dall’Istituto nel comprensorio. La casa di riposo lavora infatti a pieno regime, ospitando 33 anziani e offrendo loro tutte le cure necessarie a garantirne il benessere, nonostante le difficoltà di quest’ultimo anno. Come altre Ipab siciliane, anche l’Istituto Calderonio ha dovuto affrontare una pesante crisi: tagli ai finanziamenti regionali, mancanza strutturale di fondi, blocchi agli stipendi. Tuttavia, il rischio chiusura per il momento sembra superato: “Abbiamo ricevuto segnali positivi nel corso dell’incontro con i funzionari regionali che si è tenuto a Enna”, dice il presidente del cda Francesco Mangano, “sembra emergere la volontà di potenziare e sostenere le case di riposo siciliane senza abbandonarle al loro destino”. Mentre Mangano scommette sul rilancio dell’Istituto Calderonio, il sindaco Pandolfo, presente con alcuni consiglieri, ribadisce la volontà del Comune di collaborare e di rendere funzionale un protocollo d’intesa. “È necessario ricordare alla comunità che questo Istituto rappresenta una risorsa per il territorio e un luogo di cura e affetto per gli anziani soli”, dicono i dipendenti, che hanno continuato a garantire le prestazioni lavorative ma che sono ancora in attesa di percepire lo stipendio degli ultimi mesi.

domenica 16 dicembre 2007

"Quannu ti chiamu...veni", spettacoli per la solidarietà nella Valle del Mela

L’arte al servizio della solidarietà: con questo spirito nasce “Quannu ti chiamu...veni”, il progetto di adozione a distanza e aiuto umanitario che per il quinto anno consecutivo coinvolge le comunità della Valle del Mela. L’iniziativa, promossa dai comuni e dalle parrocchie di Santa Lucia, San Filippo e Pace del Mela, è dedicata al ricordo di un bambino scomparso in tragiche circostanze, il piccolo Nicola. In programma dieci appuntamenti, in cui si esibiranno artisti locali e si raccoglieranno fondi da destinare ai bambini della missione di Padre Massimiliano Gangi Dino in Messico e ai bambini della città di Soddo, in Etiopia. Si parte domenica 16 alle 18,00 con il “Concerto natalizio” alla parrocchia Sacro Cuore di Santa Lucia. Venerdì 21 alle 20,00 “Concerto di Natale” all’Auditorium S. Giuseppe di Patti. Mercoledì 2 gennaio ore 21,00 “serata danzante” al salone parrocchiale di San Filippo. Giovedì 3 alle 21,00 appuntamento con il teatro delle “Nuove Immagini” in “AAA Cercasi” al Palazzetto dello sport di San Filippo. All’Auditorium di Pace venerdì 4 ore 21,00 il “Musical Peter Pan” di Dancing Art, lunedì 7 alle 21,00 “Fumo negli occhi” del Piccolo Teatro. Martedì 8 alle 21,00 alla parrocchia Sacro Cuore di Santa Lucia “Francesco...il musical”, sabato 12 alle 21,00 all’Auditorium di Pace “CDR Music in Concert”, domenica 13 alle 18,00 al Palazzetto di San Filippo “Canti e lodi con Fra’ Felice”. Serata conclusiva il 19 alle 21,00 con il “Piccolo laboratorio etnico” del gruppo etno-folk “Malanova”, in concerto al Palazzetto dello sport di San Filippo.

sabato 15 dicembre 2007

13 dicembre, festeggiata la Patrona Santa Lucia

La vergine e martire Lucia è una delle figure più care alla devozione cristiana. Come ricorda il Messale Romano è una delle sette donne menzionate nel Canone Romano. Vissuta a Siracusa, è morta martire sotto la persecuzione di Diocleziano (intorno all'anno 304). Gli atti del suo martirio raccontano di torture atroci inflittele dal prefetto Pascasio, che non voleva piegarsi ai segni straordinari che attraverso di lei Dio stava mostrando. Proprio nelle catacombe di Siracusa, le più estese al mondo dopo quelle di Roma, è stata ritrovata un'epigrafe marmorea del IV secolo che è la testimonianza più antica del culto di Lucia. Una devozione diffusasi molto rapidamente: già nel 384 sant'Orso le dedicava una chiesa a Ravenna, papa Onorio I poco dopo un'altra a Roma. Oggi in tutto il mondo si trovano reliquie di Lucia e opere d'arte a lei ispirate.


Santa Lucia del Mela la ricorda ogni anno con antica devozione e grande partecipazione popolare. Il mal tempo ha impedito quest'anno la processione del simulacro della Santa siracusana per le vie della città, ma non ha scoraggiato i fedeli che sono accorsi numerosi, anche dai paesi limitrofi, per partecipare ai riti religiosi nella Basilica Cattedrale. I festeggiamenti, iniziati giorno 4 con la Novena, sono culminati con la Santa Messa solenne celebrata da Mons. Francesco Montenegro, vescovo ausiliare di Santa Lucia, Lipari e Messina. Il culto della Santa, che dà il nome alla città in epoca normanna, era talmente radicato già durante la dominazione bizantina da indurre il Conte Ruggero d’Altavilla a dedicarle un tempio votivo (XI secolo), sulle cui fondamenta venne costruita la Cattedrale. Santa Lucia, invocata come protettrice degli occhi, è raffigurata in una statua marmorea sull’altare della Cappella di fondo, in un affresco che la ritrae mentre viene trascinata dai buoi sul luogo del martirio, nella lunetta del portale marmoreo e nel drappo settecentesco di velluto rosso che fungeva da schienale al senato luciese. L’immagine della Santa Patrona è riprodotta anche nello stemma del Comune.

giovedì 13 dicembre 2007

Corso di Sommelier: esperti del vino a Santa Lucia

Promuovere l’acquisizione di nuove professionalità nei giovani e migliorare il servizio offerto dagli addetti ai lavori. Con questo obiettivo è stato organizzato a Santa Lucia il primo corso per diventare “Sommeliers”, degustatori esperti del vino. Promotore dell’iniziativa il ristoratore Santino Pellegrino, sommelier professionista, che si dichiara soddisfatto dell’esperienza: “Si tratta del primo corso organizzato nella fascia tirrenica dall’Associazione Italiana Sommelier, con una quarantina di partecipanti che aspirano a specializzarsi nel settore”. Il corso, di primo livello, si è tenuto nei locali del Ristorante Pellegrino e si è concluso con una cena durante la quale sono state consegnate le spillette ai sommeliers. Le lezioni sono state tenute dal prof. Nicola Caravello, enotecario di Milazzo, delegato provinciale dell’AIS, che durante la serata conclusiva ha presentato i corsi programmati in provincia, l’organizzazione di serate di degustazione e le visite alle cantine. Al corso ha collaborato anche il sommelier Tommaso Celi. Caravello ha ricordato che “bisogna bere poco e bene”, esaltando i sapori della cucina con un buon bicchiere di vino. “A fine gennaio partirà il corso di secondo livello, con l’obiettivo di coinvolgere gli appassionati del mondo del vino e di formare il personale di ristorazione” dice Pellegrino, che ha in programma di organizzare anche il corso di terzo livello per l’acquisizione dell’abilitazione professionale.

martedì 11 dicembre 2007

"Urbis Feliciae Nostrae", l'Agenda 21 Locale di Santa Lucia del Mela, Condrò e Gualtieri Sicaminò

Con un progetto dal titolo “Urbis Feliciae Nostrae” i comuni di Santa Lucia del Mela, Condrò e Gualtieri Sicaminò entrano a far parte di “Agenda 21 Locale”, il documento programmatico di sviluppo sostenibile che impegna le comunità in tema di ambiente, economia e società. “Urbis Feliciae Nostrae”, adottato dai tre comuni tirrenici per favorire il rinnovamento delle proprie politiche per lo sviluppo sostenibile, è co-finanziato dall’Ufficio Speciale “Aree ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale” della regione Sicilia.
Oggi la rete di Agenda 21 si è diffusa coinvolgendo sempre più comuni del nostro comprensorio, ma è un progetto che parte da lontano: nasce infatti nel giugno del 1992, quando oltre 170 paesi di tutto il mondo lo sottoscrivono durante la Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo di Rio de Janeiro. Da allora argomenti come conservazione e gestione delle risorse, tutela ambientale, giustizia sociale e equità economica sono entrati all’ordine del giorno, in linea con un aumento della sensibilità verso i problemi globali che coinvolgono il pianeta. In questa direzione, Agenda 21 non è solo una dichiarazione di principio ma un processo che deve essere condiviso da tutti gli attori presenti sul territorio per definire un “Piano di Azione Locale” che guardi al futuro.
Il concetto chiave è quello di sviluppo sostenibile, un obiettivo da perseguire adottando strategie di cambiamento e aumentando il senso di responsabilità e di consapevolezza verso i bisogni del proprio territorio. Il presupposto è una cittadinanza attiva, coinvolta nei processi decisionali e informata sulle tematiche ambientali.
“Urbis Feliciae Nostrae”, di cui Santa Lucia del Mela è il comune capofila, si pone dunque come strumento di programmazione per uno sviluppo sociale, economico e territoriale sostenibile, secondo le finalità e il modello organizzativo di Agenda 21.
Lo strumento fondamentale di discussione e confronto con i cittadini è il “Forum”, aperto a tutti coloro che desiderano portare il proprio contributo al miglioramento della vita e allo sviluppo sostenibile del territorio. Il Forum, durante il quale si discutono gli obiettivi e gli orientamenti generali dello sviluppo locale, assicura il confronto tra idee, esperienze e progetti diversi e pone le basi per azioni di partenariato sociale a livello locale. Per questo le amministrazioni, il mondo produttivo, le associazioni di categoria, i gruppi di volontariato, la scuola, le organizzazioni sindacali, gli ordini professionali, gli enti pubblici saranno coinvolti periodicamente in assemblea per il confronto e la discussione: con il contributo delle forze sociali, si elabora il Piano di azione locale per lo sviluppo del territorio e se ne verifica la messa in opera.
La presidenza del progetto è affidata ai sindaci dei tre comuni promotori, la responsabile è Antonella Rizzo, la coordinatrice è Milena Ziino Colanino. Il gruppo di lavoro è formato da Salvatore Bertino, Giuseppe Genovese, Vincenzo Pellerito, Angelo Mancuso, Giuseppe Lipari, Maria Luisa Andaloro, Vittoria Trifirò, Katia Trifirò, Loredana Trovato, Franco Prestigiacomo, Vito Schepisi, Angelo Cantoni.

lunedì 10 dicembre 2007

Il Dalai Lama in Italia: le lezioni di non violenza e i timori dei politici italiani

Il leader spirituale e politico del Tibet dopo il Canada e il Giappone visita il nostro paese, tenendo conferenze sulla pace interiore e la non violenza in varie città italiane (Milano, Udine, Roma e Torino). Il Dalai Lama gira il mondo dal 1959, quando fu costretto all'esilio dopo una rivolta fallita contro l'occupazione cinese che sta cercando di cancellare l'identità tibetana. Si è stabilito a Dharamsala, in India, dando vita ad un governo provvisorio, mentre i cinesi, che hanno occupato il Tibet nel 1950, lavorano per far sparire dalla terra il popolo tibetano.

L'ambasciatore cinese in Italia, prima del suo arrivo, ha detto: "Nessuno incontri il Dalai Lama". Il sindaco di Milano Moratti lo incontrerà insieme ad altre persone, come per caso (c'è in gioco tra l'altro il voto cinese per l'assegnazione a Milano dell'Expo 2015). L'incontro con Veltroni non è previsto. La Regione Piemonte ha votato all'unanimità per incontrarlo, ma si teme quanto accaduto alla cancelliera tedesca Merkel, che ha sfidato Pechino ricevendolo in pompa magna e si è vista cancellare per rappresaglia qualche miliardo di euro di commesse. A Bush è successo lo stesso. Prodi ha fatto sapere che non sono previsti incontri, idem il Papa.



"E' la mancanza di informazione la fonte del fondamentalismo: chi segue una religione non sa nulla delle altre. Per questo occorre il dialogo tra le fedi" Dalai Lama

giovedì 6 dicembre 2007

Consiglio comunale: Passa l'assestamento generale di Bilancio, rinviato il voto sul regolamento "alienazione beni del Comune"

Si è conclusa con un punto a favore dell’amministrazione comunale l’ultima seduta consiliare, in cui è stato approvato l’“Assestamento generale del Bilancio di previsione per l’anno 2007”. Per superare le perplessità dimostrate dall’opposizione, Il Bilancio è stato emendato con la proposta presentata dal consigliere Salvatore Grillo e approvata durante la seduta: il trasferimento di una somma di denaro dal capitolo indennità di carica dei consiglieri al fondo di riserva ordinario. Un capitolo, come ha precisato il sindaco Santo Pandolfo, “che dota il comune di uno strumento atto a rispondere a tutte le voci di debito fuori bilancio”. L’emendamento ha ricevuto il parere favorevole del revisore dei conti Maria Briguglio.
Il consiglio ha approvato anche la modifica al regolamento comunale che riguarda l’affidamento familiare dei minori, “un regolamento transitorio per rispondere alle direttive regionali in attesa di quello definitivo che sarà redatto dal distretto socio-sanitario per tutti i comuni” ha detto Pandolfo.
È stato invece rinviato il voto sul regolamento in merito all’“Alienazione di immobili e mobili di proprietà del Comune”. “Senza questo strumento non si può far fronte alla sentenza del Tar di Catania sulla vicenda della cooperativa Casa per Tutti”, ha affermato il sindaco, “quando avremo la certezza della somma dovuta, potremo attingere ai beni patrimoniali del comune se non saremo in grado di rispondere con il bilancio comunale, per non arrivare al dissesto”. Immediata la replica dell’opposizione: “Siamo fuori tempo massimo, è solo un’azione di strumentalizzazione politica” ha detto il consigliere Carmelo Bella. La mediazione è stata raggiunta con la proposta, avanzata da Pasqualino Rizzo e accolta dal consiglio, di costituire un tavolo tecnico di discussione. Al tavolo non parteciperà però il gruppo di Bella, che ha scelto di astenersi. Il regolamento sull’alienazione dei beni comunali sarà dunque discusso e messo ai voti durante il prossimo consiglio.

mercoledì 5 dicembre 2007

Uno scheletro scoperto davanti alla chiesa, forse traccia di un antico cimitero


Ancora mistero sul ritrovamento di uno scheletro venuto alla luce durante i lavori di una squadra di operai davanti alla chiesa SS. Annunziata. Scavando per l’inserimento di una bacheca di ferro nel terreno, a circa mezzo metro dalla superficie, gli operai si sono accorti dapprima della presenza di un teschio, ben conservato nel terriccio, e poi di altre ossa che farebbero pensare ad un uomo seppellito in una tomba, di cui non si ha però alcun resto.

La scoperta è stata immediatamente segnalata al corpo di polizia municipale, che ha sospeso i lavori e allertato la Sovrintendenza ai Beni Culturali. “Potrebbe venire alla luce un vero e proprio cimitero, data l’usanza medievale di seppellire i morti attorno alle chiese, fino al decreto settecentesco che impose invece le sepolture al di fuori delle mura cittadine” spiega il comandante, la dottoressa Antonella Rizzo.

Ipotesi sotenuta anche dall’assessore ai beni culturali, l’insegnante esperto di storia luciese Libero Rappazzo: “Proseguendo con gli scavi potrebbe essere rinvenuto il cimitero che secondo antiche testimonianze si troverebbe proprio in quella zona. Se così fosse, si tratterebbe di una scoperta importante non solo sul piano storico ma anche antropologico”.

Sarà la Sovrintendenza ad accertare a quale epoca è ascrivibile lo scheletro e il rilievo archeologico del ritrovamento.

lunedì 3 dicembre 2007

Chiara, la magia del "Gran Ballo delle Debuttanti Vienna sul Lago"


Abbandonare la quotidianità per una notte e trasformarsi in Principessa d'altri tempi con tanto di cavaliere e di abito da favola. Danzare sulle note di un valzer romatico nella magica notte di Stresa. È questo il sogno realizzato da Chiara Pellegrino, ventunenne, studentessa universitaria di lingue straniere, che per una notte si è immersa nella incantata atmosfera del Gran Ballo delle Debuttanti Vienna sul Lago.



L’evento, che ha luogo ogni anno nella città di Stresa, sul Lago Maggiore, fa rivivere i riti settecenteschi della tradizione nobiliare austriaca, con “l’ingresso in società” delle ragazze dai 17 ai 23 anni. “Sono sempre stata affascinata dal Gran Ballo che seguivo sin da piccola in tv, desiderando di farne parte anch’io per i miei 18 anni, per festeggiare in modo speciale il passaggio all’età adulta. Poi la maturità e i primi esami all’università mi hanno costretta a rimandare questo sogno, finchè l’anno scorso mi sono decisa a scrivere una lettera motivazionale al comitato organizzatore e nel giro di pochi mesi sono stata scelta per essere una delle 23 debuttanti di questa edizione”. Inizia così l’avventura di Chiara, hostess per lavoro, che si definisce “romantica e sognatrice” e consiglia questa esperienza alle ragazze che credono ancora nelle favole. “Il Gran Ballo mi ha dato l’opportunità di evadere dalla vita di ogni giorno ed essere proiettata in un mondo incantato, dove sembra che il tempo si sia fermato”.



Ma come si diventa una debuttante? “I titoli nobiliari contano ben poco, l’importante è vivere questa esperienza con lo spirito giusto”, spiega Chiara. “La selezione avviene valutando la sensibilità di tutte le aspiranti, ma occorrono anche l’umiltà e l’impegno per affrontare dieci giorni di preparazione estenuante, tra lezioni di ballo e di bon ton e le prove degli abiti”. Le debuttanti sono accompagnate dai cadetti dell’Accademia navale di Livorno, che preparano con le ragazze le coreografie dei valzer e l’entrata dalla celebre scalinata.



Il Gran Ballo si è tenuto il 24 novembre nella splendida cornice del centenario “Regina Palace Hotel”, dove la manifestazione è stata seguita anche dal programma televisivo “Il treno dei desideri”. Le ragazze hanno però ballato da sole, perchè i cadetti hanno dato forfait in seguito alla notizia della tragica morte di Paladini. “Una scelta fatta per non vanificare gli sforzi del comitato che lavora da un anno all’organizzazione del Ballo, che ha un importante scopo benefico” dice Chiara. I fondi raccolti sono stati infatti devoluti al Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, antichissimo Ordine Equestre molto attivo nel campo delle iniziative umanitarie.



“È stata una grande festa in cui tutte siamo state protagoniste. Abbiamo condiviso questo sogno come sorelle, si è creato un clima di affiatamento e non di competizione”, racconta Chiara, che è stata l’unica siciliana di questa edizione. “Il momento più emozionante è stato proprio l’ingresso dalla scalinata, ma mi ha colpito anche la perfetta organizzazione dell’evento, curato in ogni dettaglio. Non mi dispiacerebbe entare a far parte del comitato della manifestazione, come è capitato ad altre debuttanti. Sono una persona eclettica, chissà...”.

martedì 20 novembre 2007

"Casa per tutti", la storia infinita

Un nuovo difficile capitolo si apre nell'annosa vicenda della “Cooperativa Casa per tutti”, una brutta storia a puntate che ancora una volta arriva sul tavolo dei consiglieri comunali. A volerla all'ordine del giorno durante l'ultima seduta consiliare stati gli esponenti d'opposizione Rizzo, Manna, Bella, Amalfi, Cirino e Zullo, i quali hanno chiesto l’audizione del sindaco in merito alla sentenza n. 1411 del Tar di Catania, risalente allo scorso 6 settembre di quest’anno. La sentenza, entro un termine di 120 giorni, obbliga il comune ad adottare “le disposizioni amministrative necessarie per il completo pagamento di quanto dovuto ai ricorrenti”, per l’illegittima occupazione ed espropriazione dei propri terreni. Il testo completo è consultabile all'indirizzo (http://www.giustizia-amministrativa.it/Sentenze/CT_200701411_SE.doc).
“L’unica strada percorribile in attesa di un quadro completo è la vendita dei beni patrimoniali del comune”, ha detto Pandolfo. Tuttavia ha aggiunto che “non esiste ancora il regolamento che disciplini tale vendita per far fronte alla sentenza e pagare”. Il rischio che il comune corre seriamente è quello del dissesto finanziario, con tutte le conseguenze che ciò comporta. Il termine non è ancora scaduto, ma siamo agli sgoccioli. L'attesa è dura e lascia aperte molte domande, molti dubbi su come verrà gestita una vicenda che sin dall'inizio ha posto diversi problemi di legittimità.

IPAB "Luigi Calderonio", se ne discute in consiglio comunale

Il caso dell'istituto di riposo per anziani "Luigi Calderonio", lo storico ente luciese che rischia la chiusura per l'impossibilità di far quadrare i conti e garantire lo stipendio al personale, è arrivato finalmente in consiglio comunale. Durante l'ultima seduta del civico consesso, tutta l'attenzione è stata puntata sull'atteso confronto tra il presidente del cda dell'istituto e l’amministrazione comunale. Tra il pubblico, solitamente esiguo, tutto il personale dell’istituto, i volontari che prestano assistenza gratuita agli anziani, gli altri membri del consiglio d'amministrazione.


L’audizione del presidente Francesco Mangano è stata proposta dal presidente del consiglio Santo Vaccarino per aprire una piattaforma di discussione in merito alla grave situazione di crisi economica in cui versa l’ente ormai da mesi. “Non sono qui per fare politica o chiedere contributi, ma per far capire che l’Ente non è una zavorra bensì una risorsa che genera un indotto economico per il paese” ha dichiarato Mangano, spiegando le cause delle difficoltà economiche e chiedendo collaborazione operativa con le strutture comunali. “Abbiamo proposto un protocollo d’intesa per stipulare una convenzione di rapporti tra l’Istituto e il comune, con uno scambio di servizi e una diversificazione delle attività” ha aggiunto Mangano, sottolinenando la necessità di interventi strutturali per uscire dall’impasse.

“Bisogna prendere atto che la struttura è in perdita e trovare le soluzioni per tentare di dare una risposta ai lavoratori e agli anziani” ha replicato il sindaco Santi Pandolfo. Nonostante i "buoni propositi" di entrambe le parti per evitare le polemiche, si è acceso un ampio dibattito durante il quale nè i consiglieri d'opposizione nè quelli di maggioranza sono riusciti a mantenere sereno il clima di discussione, che si è arroventato tra il girotondo delle accuse e dello "scaricabarile". Un comportamento discutibile, che ha avvelenato gli interventi e squalificato il livello del confronto.

Tuttavia, non sono mancati i tentativi di pensare ad una strategia per salvare le sorti della Casa di riposo e garantire lo stipendio ai dipendenti, in attesa di mesi di arretrati. “Il comune può intervenire mettendo gatuitamente a disposizione dell’Istituto il proprio personale tecnico e offrendo la tariffa minima per il pagamento dell’acquedotto” ha detto Pandolfo. A questo proposito ha aggiunto la possibilità di una transazione a compensazione delle somme che l’istituto deve ancora versare per il consumo dell’acqua. Restano tanti i nodi irrisolti, come un contenzioso aperto dal comune in merito alla questione delle rette da pagare.

Ci auguriamo che il problema dei dipendenti dell'istituto venga risolto quanto prima, poichè sta generando una vera e propria crisi tra le famiglie, spesso monoreddito, che non possono contare su altre entrate economiche e che dipendono da quello stipendio bloccato da mesi. Ci auguriamo che gli anziani ospiti della casa di riposo non siano penalizzati, con una chiusura che sarebbe un grave passo nelle sorti di una comunità che ha nell'istituto Calderone una sede storica, capace di generare un indotto economico in termini di risorse sul suo territorio.

martedì 13 novembre 2007

Il caso di Mons. Antonio Franco, chiamato "Beato" prima del riconoscimento ufficiale della Chiesa

La sua fama si è diffusa ben oltre il territorio luciese, superando il comprensorio e raggiungendo altre regioni, fino ad arrivare, in qualche caso, al di là dei confini nazionali. Il suo corpo incorrotto, custodito in una teca di cristallo, è venerato da quasi quattro secoli nella Basilica Cattedrale di Santa Lucia del Mela. Il protagonista di questa storia è Mons. Antonio Franco, nato da una nobile famiglia napoletana ma vissuto nella più completa povertà e dedizione al prossimo, che è stato Prelato ordinario di Santa Lucia durante gli ultimi anni della sua vita, tra il 1617 e il 1626. Di miracoli compiuti in vita, di grazie e di esempi straordinari di virtù si parlò sin da subito dopo la morte, tanto che il processo di beatificazione e canonizzazione si tentò già dagli anni successivi, ma senza risultati. Anzi, la causa è stata riaperta e interrotta per ben sette volte nei secoli di passati, incontrando ostacoli di varia natura, legati soprattutto alla difficoltà di ricostruire documentalmente alcuni periodi della sua vita.


Quasi 20 anni fa è stata finalmente aperta l'Inchiesta Diocesana di Messina, che in questi mesi è arrivata ad un importante punto di svolta. La causa di beatificazione è infatti giunta ad una fase fondamentale: si tratta della pubblicazione della cosiddetta “Positio”, un documento sulla vita, le virtù, la fama di santità del "Servo di Dio" Mons. Antonio Franco. Una tappa che sta avvicinando di molto la prospettiva della tanto attesa beatificazione. La Positio, un corposo volume di 348 pagine, rappresenta una ricostruzione, condotta su basi storiche e documentali, di tutta la vicenda personale della vita e della santità di Antonio Franco, chiamato “beato” dal popolo sin da subito dopo la morte per le testimonianze di miracoli di guarigione, protezione, aiuti di ogni genere praticati anche in vita.


“La fase più difficile per il postulatore della causa, mons. Luigi Porsi, è stata completare il quadro documentale fornito dalla commissione storica, in particolare per quanto riguarda il soggiorno del Servo di Dio alla corte spagnola” spiega il relatore vaticano, Padre Daniel Ols. Il processo di beatificazione, oltre alla Prelatura di Santa Lucia del Mela, coinvolge l’Arcidiocesi di Napoli, che gli diede i natali, la Diocesi di Aversa, nella quale fu beneficiato, l’Arcidiocesi di Madrid, dove fu Cappellano reale, e infine la Diocesi di Roma, dove visse per un anno da chierico e da Prelato eletto. Le fonti documentali-storiche e le biografie descivono mons. Franco con tutti i crismi di una “santità eccellente”, che nonostante non abbia ancora ricevuto il riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa, ne fa uno dei protettori della comunità luciese.


Ma chi era il "Servo di Dio" Mons. Antonio Franco? Nato a Napoli il 26 settembre 1585 dal nobile patrizio di discendenza francese Orlando Franco, e da Anna Francesca Pisana di Antonio, barone di Pascarella, era terzo di 6 figli. Il 23 Settembre 1602 viene insignito, grazie agli studi umanistici e alle discipline ecclesiastiche, della laurea dottorale in Diritto Canonico e Civile. Prima dei ventun'anni, non avendo ancora l’età canonica per essere ordinato sacerdote, viene trasferito a Roma dal padre per approfondire gli studi ecclesiastici. Non è trascorso neanche un anno quando, per ordine del genitore, lascia Roma per trasferirsi alla Corte Reale di Madrid. Ricevuti gli Ordini Sacri nel 1610, chiede al Re Filippo III di essere ammesso a far parte della Cappella Reale. Dopo una verifica della sua condotta personale e morale, che conferma le sue buone e lodevoli qualità, il 14 Gennaio 1611 è nominato Cappellano Reale. Il Re stesso impara ad apprezzarlo e stimarl0 profondamente, al punto da designarlo Cappellano Maggiore del Regno di Sicilia il 12 Novembre 1616. Un ufficio a cui era connesso anche quello di Abate e Prelato ordinario della Prelatura Nullius di S. Lucia del Mela, dove fa il suo ingresso solenne il 18 Maggio 1617, dopo essersi recato a Roma per compiere gli adempimenti connessi alla nomina, confermata da Papa Paolo V.


Mons. Antonio Franco, umiliando sè stesso davanti a Dio, molto spesso si sottoponeva a grandi penitenze e privazioni. Digiunava totalmente, o se pranzava lo faceva solo a pane ed acqua, mentre sembra che non adoperasse mai il letto, sdraiandosi invece sul pavimento con una piccola stuoia per materasso e una pietra per cuscino. Portava strette ai fianchi due grosse catene di ferro, una delle quali irta di aculei appuntiti. Di quelle due catene una esiste ancora, ed è racchiusa in una cassetta d'argento e vetro che viene custodita nella Basilica Cattedrale e portata nelle case degli infermi per invocare la guarigione, e non sono poche le testimonianze di guarigioni prodigiose.


Mons. Franco si distinse per la premurosa carità verso i poveri, i malati e i deboli, oltre che per la sua attività evangelizzatrice. Morì non ancora 42enne il 2 Settembre del 1626, stroncato dalle penitenze e dalle continue astinenze, oltre che da un oscuro male. Da allora ad oggi, tutti i fedeli dell’antica Prelatura e dei centri vicini presero a venerarlo ed a chiamarlo "Beato". Il nome di Mons. Antonio Franco viene imposto dai genitori ai propri figli al fonte battesimale, ne vengono raccontati i miracoli, i fedeli chiedono la sua protezione. Col passare degli anni, sempre più numerosi sono stati quelli che pregando sulla sua tomba hanno ottenuto, per sua intercessione, numerose grazie. Per la sua beatificazione è stata istituita una Commissione che lavora intensamente, con il sostegno anche economico di tutta la comunità luciese, per ottenere la canonizzazione del "Servo di Dio" presso la Santa Sede.

sabato 10 novembre 2007

Un eremita dei giorni nostri

Vivere di silenzio nella società della comunicazione, scegliere la solitudine nell'era della rete, pregare e studiare mentre il mondo corre a velocità vertiginosa verso un futuro pieno di ipotesi, possibilità ma anche incertezza. Lo scenario è quello dei monti luciesi, dove si è rifugiato per condurre la sua vita di monaco eremita padre Alessio Mandanikiotis, il primo archimandrita messinese dell’epoca moderna. Un sacerdote ortodosso che ha scelto la piccola contrada Sauci, appena distante dalle ultime case di Santa Lucia del Mela, per costruire un eremo che è un rifugio e un luogo sacro, con tanto di cappella per le celebrazioni.



Un eremo immerso nel verde degli alberi, da cui si vede la distesa del mare e si scorgono le Eolie, un luogo che sembra fuori dal tempo, dove domina il silenzio. Fuori, l’ingresso è protetto da un cancello in ferro battuto, ai cui lati si trovano una croce greca e un tabernacolo con un’immagine sacra. Dentro, solo una piccola sala, piena di libri e icone, attigua ad una cucina modesta, un piccolo bagno e una camera con una tavola di legno per dormire.





“Una scelta difficile, che non sempre viene compresa, che è spesso vista con diffidenza” dice padre Alessio, che è l’unico eremita di tradizione italo-greca in Italia meridionale. “La tradizione italo-greca è quella della nostra terra”, spiega, “dove l’eredità bizantina, orientale, quella della chiesa delle origini, è sopravvissuta per secoli, prima della latinizzazione imposta alla Sicilia”. Ancora oggi si tratta di una storia poco conosciuta, volutamente occultata per lungo tempo, una spiritualità che affonda le sue radici ad est. “Nel 2001 il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo è stato per la prima volta in Italia, accolto trionfalmente ovunque meno che a Messina, che pure prima del 1908 riuniva un nutrito gruppo di fedeli ortodossi nelle chiese greco-ortodosse di San Nicola e Santa Caterina, passate in mano ai cattolici dopo la ricostruzione. È stato lui a volere la mia ordinazione”.





Padre Alessio, chiamato “jeromonaco”, è stato così ordinato diacono nella cattedrale di San Giorgio dei Greci a Venezia e poi sacerdote ortodosso a Napoli. Prima di raggiungere i monti luciesi, ha trascorso cinque anni in un paesino vicino Corleone, risvegliando la devozione della gente. Ma ottenendo anche, suo malgrado, un’ostilità dovuta ad un’incomprensione di fondo per la “diversità” della liturgia ortodossa, una diffidenza che lo ha costretto ad allontanarsi e lo ha portato al monastero di Bivongi, in Calabria, accolto dai monaci del Monte Athos. “Ma sentivo che bisognava fare qualcosa nel messinese e grazie all’appoggio della mia famiglia e all’intervento di Padre Paolo Impalà sono riuscito a trovare questa casetta, che ho ristrutturato e che ho ottenuto in comodato d’uso”.





Nato a Messina 55 anni fa, i primi anni della sua vita sono stati divisi tra la Sicilia e Milano, dove si è trasferito con la famiglia a causa del lavoro del padre, avvocato e sottoufficiale dell’aviazione. Primo di cinque fratelli, ha mantenuto forte il legame con la sua terra, quella delle vacanze estive, dell’affetto dei nonni, dei ricordi d’infanzia. “La vocazione è sempre stata dentro di me, anche se mio padre avrebbe voluto vedermi avvocato” racconta padre Alessio. Dopo il liceo, la scelta di studiare lettere classiche all’università, raggiunta la maggiore età, a 21 anni, inizia il suo percorso religioso, che lo conduce a scegliere il monachesimo delle origini.





L’eremo di Santa Lucia, chiamato da padre Alessio “Sacro Eremo della Candelora”, possiede una piccola cappella, che lui stesso ha voluto e realizzato. Qui può pregare, celebrare la liturgia, battezzare. In poco spazio ha ricostruito l’atmosfera spirituale del rito ortodosso. La stanza è piena di un’infinità di icone raffiguranti Cristo, la Madonna, gli Angeli, reliquie, memorie e immagini dei Santi italo-greci, candele di ogni forma e colore, incensieri, tappeti, sedili in legno. L’altare è nascosto, può accedervi solo il sacerdote. Si prega in piedi, rivolti simbolicamente ad oriente, dove nasce la luce.





Accanto alla cappella c’è una biblioteca che raccoglie migliaia di libri: un piccolo gioiello che custodisce volumi di diverse tradizioni e diverse epoche. Qui padre Alessio, che rivela una cultura di gran lunga al di sopra della media, passa gran parte della sua giornata, immerso nello studio. Qualche anno fa ha pubblicato un libro su “I santi italo-greci dell’Italia meridionale – Epopea spirituale dell’Oriente cristiano”, che testimonia il suo interesse per l’agiografia. Le altre attività giornaliere sono la preghiera e il lavoro.





La solitudine e il silenzio vengono interrotti raramente, solo per accogliere chi vuole andare a trovarlo. “Vivo di elemosina” ci dice padre Alessio. Il gas in cucina viene usato solo di rado, qualcuno gli porta ogni tanto un piatto già pronto, della frutta, o della verdura. Il telefono gli serve solo per ricevere, mette in funzione la lavatrice una volta al mese, non ha i riscaldamenti, nè la radio o la tv. Si tiene aggiornato su quello che succede nel mondo con i giornali che qualcuno talvolta gli porta. Ha un rapporto cortese con i parroci luciesi, partecipa alle funzioni religiose del paese solo se invitato, perchè non vuole imporre la propria presenza e desidera che il dialogo diventi un’esigenza, non un’imposizione.





Eppure, le porte a questo monaco italo-greco sono state aperte dai protestanti di Messina che gli hanno messo a disposizione la chiesa valdese per poter celebrare la liturgia ortodossa la domenica mattina davanti a un gruppo di circa una ventina di fedeli. Anche a Milazzo è successo qualcosa di simile: “Un piccolo miracolo” racconta padre Alessio. “Padre Santino Colosi mi ha concesso la chiesa di San Giacomo la domenica pomeriggio per poter celebrare la liturgia davanti ad una piccola comunità, composta per lo più da persone venute dall’est che finalmente hanno a disposizione un luogo per pregare”.



martedì 6 novembre 2007

Addio Maestro


"Credo che tutti i giovani, figli di ricchi o di poveri, debbano avere gli stessi diritti allo studio e uguali possibilità nell'affrontare la vita; credo nella magistratura, nella sua indipendenza, e che tutti possano difendersi qualunque sia il conto in banca, quindi non credo alle trame; credo nella libertà di espressione, cioè giornali e televisioni liberi di criticare il potere; credo che non debbano esserci prevaricazioni né leggi ad personam, per sé, familiari o amici; credo che la pace debba sempre vincere sulla guerra; infine credo che non si debbano imbarcare fascisti e neonazisti per un pugno di voti. Non mi fido di chi ha avuto cinque anni e li ha spesi male. E non ho mai sopportato quelli che fanno promesse e non le mantengono".


(Enzo Biagi, dal Corriere della Sera, 9 aprile 2006)

venerdì 2 novembre 2007

Applaudito a Montreal il teatro dialettale dei Colapesce




Grande successo per il tour teatrale del gruppo Colapesce, che ha portato a Montreal il suo primo spettacolo dal titolo “Intimo per donna”. Tutto esaurito in platea, dove in più di 300 hanno applaudito la divertente commedia in dialetto siciliano firmata da Salvatore Saitta, con la regia di Pino Bonanno. Lo scenario è stato quello dell’Auditorium della “Comprehensive High School” di LaSalle, in cui si sono riunite le tante famiglie dell’Associazione Messinese di Montreal, che hanno accolto e ospitato gli attori della compagnia. Famiglie che hanno ritrovato nel teatro dialettale dei Colapesce tutta la sicilianità che nonostante il passare degli anni continuano a coltivare con orgoglio e a trasmettere alle seconde e terze generazioni nate e cresciute oltreoceano. La valorizzazione delle tradizioni e del dialetto sono la missione dell’Associazione culturale Colapesce, che è la prima compagnia teatrale della Valle del Mela ad esibirsi all’estero alla presenza di una comunità di emigranti siciliani. “Un motivo in più per essere gratificati del nostro lavoro” dicono Vita Pollino e Nino Spada, che hanno fondato il gruppo un anno fa.

L’esibizione dei Colapesce si inserisce all’interno di un progetto più vasto, realizzato grazie all’impegno dell’on. Santi Formica, al quale è affidato, tra gli altri, l’assessorato regionale all’Emigrazione. “Si tratta di un’occasione per riscoprire il senso di un’identità regionale che all’estero è ancora più forte” ha detto l’onorevole Formica, sottolineando l’importanza delle comunità italiane nel mondo, una realtà che supera i 60 milioni di emigranti. L’on. Formica, insieme al rappresentante della Provincia di Messina Franco Maricchiolo e ai Colapesce, ha rappresentato la Sicilia presso il console italiano a Montreal, Francesco Paolo Venier, il sindaco di LaSalle Manon Barbe e le sedi istituzionali italiane presenti sul territorio del Quebec. “La visita dei Colapesce alla nostra comunità, composta in gran parte da emigranti partiti nel corso degli anni dalla Valle del Mela, ha rinsaldato il legame speciale che unisce le famiglie all’estero con la terra che si è abbandonata ma che si continua a portare dentro il cuore” ha commentato Maria Donato, presidente dell’Associazione Messinese di Montreal, che esiste da più di 25 anni. I Colapesce sono stati ospiti delle trasmissioni televisive e dei programmi radio locali, in cui hanno raccontato il senso e il valore della sicilianità. Targhe ricordo sono state consegnate all’on. Santi Formica, a Franco Maricchiolo, al responsabile per le sedi estere dell’Associazione Nazionale Famiglie Emigrati Antonio Tufano. Riconoscimenti sono andati anche a Maria Donato e a Franco Mendolia a nome dell’Associazione Messinese di Montreal, che ha lavorato a lungo per rendere possibile il viaggio a Montreal dei Colapesce. Premiato, infine, il gruppo teatrale, già impegnato con l’allestimento del prossimo spettacolo, composto da Nino Spada, Vita Pollino, Nino Mazzù, Maria Rosa La Porta, Salvatore Schepis, Santo Cambria, Manuela Spada, Salvatore Parisi, Graziella Materia, Nicola Spada.

martedì 30 ottobre 2007

Salutando Montreal


Sta per concludersi il tour del gruppo teatrale Colapesce, che ha debuttato a Montreal con il suo "Intimo per donna" accolto dall'Associazione Messinese di Montreal. Un viaggio iniziato giovedì scorso, che ci ha portati nel cuore della comunità siciliana di LaSalle, una comunità attiva da 25 anni e composta dagli emigranti della provincia di Messina, quella della Valle del Mela e dei comuni che le gravitano attorno.

Tra qualche ora lasceremo Montreal: i suoi quartieri, il San Lorenzo che la bagna, la Città Vecchia con l'antico porto, mont Royal e la bellezza mozzafiato delle sue vedute, i grandi parchi di alberi rosseggianti, le meraviglie del Giardino Botanico, la ricchezza della sua architettura distesa lungo quattro secoli di storia. Una città vivace e multiculturale, dalle mille sfaccettature, aperta al mondo.

Ma soprattutto partendo da Montreal lasceremo l'affetto delle tante famiglie dell'Associazione Messinese che hanno lavorato a lungo per rendere il nostro soggiorno indimenticabile. Abbiamo scoperto, venendo fin qui, un altro modo di vivere la sicilianità: quella delle radici, dell'origine, della terra che si è abbandonata ma non si può dimenticare. Questi emigranti, che nella maggior parte dei casi hanno iniziato il loro viaggio nell'infanzia o nella prima giovinezza, ci hanno fatti sentire a casa: il loro legame con la Sicilia è speciale.

La rotta verso Montreal è stata capacità di reinventarsi una nuova pagina di vita oltreoceano, lavorando sodo per conquistare il lavoro, la lingua, la fiducia di un paese straniero. Ma è una rotta che le 150 famiglie dell'Associazione Messinese mantengono sempre aperta verso la Sicilia, ritrovandosi insieme per valorizzare il senso di appartenenza ad una comune identità e trasmettendo ai figli il rispetto per le radici. Abbiamo trovato un gruppo affiatato, unito, ospitale. Abbiamo condiviso con loro tanti momenti, abbiamo parlato della Sicilia, mescolando i loro ricordi ai nostri, abbiamo letto nei loro occhi l'emozione per quella terra che qui è un po' meno lontana, grazie al loro straordinario impegno e alla loro forza. Abbiamo ricevuto una grande lezione di sicilianità.

martedì 16 ottobre 2007

Perchè la Guardia Medica deve rimanere a S.Lucia

Ridurre gli sprechi e contenere le spese, sull'onda delle polemiche sorte attorno ai privilegi della "casta" politica, non può compromettere il benessere e i diritti dei cittadini - primo fra tutti quello di beneficiare della sanità pubblica. Con questo spirito il Comune di S.Lucia difende la necessità di mantenere la locale guardia medica, temendo la sua soppressione all'interno del piano di rimodulazione previsto dalla Regione Sicilia.

Il consiglio comunale, chiamato a riunirsi in seduta urgente, ne ha discusso votando all’unanimità il documento di dissenso in merito all’eventuale soppressione della guardia medica. Il civico consesso, presieduto dal Prof. Santo Vaccarino, ha approvato la mozione, presentata dal sindaco, dott. Santo Pandolfo, e proposta nel corso della precedente seduta consiliare dal consigliere Carmelo Bella a nome del gruppo di minoranza “Amministrare insieme a servizio della città”.

Con essa si invita il governo regionale ad adottare il “Piano di rientro” coinvolgendo tutte le Autonomie Locali, in modo da ridisegnare l’intera struttura socio-sanitaria messinese e intervenire “per il recupero dell’insostenibile ricorso alla sanità privata”. Si invita inoltre il Direttore Sanitario a tener conto, nell’eventuale riassetto della Guardia Medica, delle specifiche condizioni del comune luciese, dichiarato comune montano con popolazione sparsa sul tutto il territorio e nelle numerose frazioni. Considerando la notevole distanza dagli ospedali più vicini, il presidio di Guardia Medica rappresenta il primo soccorso per una popolazione soprattutto anziana, spesso sprovvista di mezzi di trasporto e residente in zone che non consentono spostamenti rapidi in caso di urgenze.

I locali della Gurdia Medica sono stati messi a disposizione dell’A.S.L. a titolo gratuito, così come quelli del Centro diurno per anziani. Nella struttura, attualmente adibita a Centro diurno per disabili mentali, vi sono altri locali inutilizzati che potrebbero eventualmente essere messi a disposizione.

Divisi sul Bilancio, i consiglieri bocciano di nuovo la Variazione

L'approvazione o la bocciatura del Bilancio comunale rappresentano una delle prerogative più concrete e più decisive esercitate dai consiglieri riuniti in seduta. Con una circolare regionale si prevede che almeno una volta, entro il 30 settembre di ogni anno, "l'organo consiliare di ogni ente locale provveda con delibera ad effettuare la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi". Dando atto del permanere degli equilibri generali di bilancio o, in caso di accertamento nagativo, adottando i provvedimenti necessari per il ripiano degli eventuali debiti, dell'eventuale disavanzo di amministrazione, nel tentativo di ripristinare il pareggio.

Purtroppo, nel corso dell'ultimo consiglio comunale, si è ripetuto un copione già visto nelle sedute precedenti. Maggioranza e opposizione si sono nettamente divise sulla questione della variazione del Bilancio 2007 e del Bilancio pluriennale. Il documento di bilancio, presentato dal rag. Giuseppe Isaia, dopo un lungo dibattito è stato bocciato a causa dei voti contrari della minoranza. Impossibile trovare un punto d'accordo tra i consiglieri di questa e di quella parte. Di conseguenza, non è stato approvato neppure l’ultimo punto in discussione, la salvaguardia degli equilibri di Bilancio. Un passo carico di conseguenze, che lascia intravedere l’arrivo del commissario ad acta, con tutto ciò che questo comporta.

sabato 13 ottobre 2007

Bartolo Calderone primo missionario della Prelatura Nullius

Santa Lucia del Mela ha il suo primo missionario. Si tratta di Bartolo Calderone, 39 anni, che ha fatto il suo ingresso nella Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue. Con una commovente cerimonia, nella basilica concattedrale gremita, si è tenuto il rito dell’Incorporazione Perpetua. La cerimonia è stata presieduta dal direttore provinciale per l’Italia dei Missionari, Don Giovanni Francilia, che ha sottolineato il valore della vocazione in tempi di individualismo e di corsa al successo.
Il percorso spirituale di Bartolo Calderone inizia da lontano e venerdì ha avuto il suo coronamento con la Promessa Solenne resa alla Congregazione. Impegnandosi a vivere “secondo le norme della Congregazione e lo spirito di San Gaspare”, Bartolo ha ricevuto il Crocifisso dei Missionari, con il quale inzia un cammino a servizio della vita religiosa e del prossimo. Il documento dell’incorporazione è stato firmato sull’Altare e il rito si è concluso con un abbraccio che Bartolo ha ricevuto dal Direttore Provinciale e da tutti i missionari presenti, come segno di gioia per il suo ingresso.
Con questa cerimonia, circondato dai parroci luciesi e del comprensorio, dai familiari e da tanti amici, è diventato il primo missionario dell’antica “Prelatura Nullius” di Santa Lucia del Mela. La comunità luciese si è stretta intorno a lui, partecipando emozionata ai momenti della consacrazione. Al termine, il neo-incorporato ha espresso parole di ringraziamento e ricevuto gli auguri del sindaco, dott. Santi Pandolfo, e dell’insegnante Lidia Burrascano, che ha ricordato il primo arrivo dei Missionari a S. Lucia venti anni fa. L’incorporazione è stata preceduta da una settimana di animazione missionaria nella valle del Mela, guidata dal responsabile della Pastorale giovanile dei missionari Don Domenico D’Alia. Oggi, nella chiesa “S. Maria di Gesù” a Provinciale, Bartolo Calderone sarà ordinato diacono insieme a Valerio De Vita, alla presenza di mons. Francesco Montenegro, vescovo ausiliare di Messina, Lipari, Santa Lucia del Mela.

mercoledì 10 ottobre 2007

Da Santa Lucia del Mela all'Etiopia



Vorrei segnalare una bella iniziativa di solidarietà, che coinvolge Messina e provincia in un'azione di volontariato destinato alla sfortunata popolazione etiope. Lo scopo è fornire aiuti umanitari attraverso rapporti di amicizia e coooperazione. Con questo obiettivo opera l’associazione di volontariato senza scopo di lucro “Axum”, una Onlus che prende il nome dall’omonima città dell’Etiopia, conosciuta per la famosa stele.

L’associazione, che ha una sua sede a Messina, raccoglie numerosi volontari anche in provincia, come il medico luciese Paolo Calderone, da anni impegnato sul fronte delle missioni nei paesi sottosviluppati del Corno d’Africa. “Ci impegniamo per la realizzazione di progetti pilota al fine di promuovere la cultura dell’autosufficienza – spiega il dott. Calderone – ma organizziamo anche incontri che favoriscano l’interscambio culturale, artistico, turistico e commerciale tra Italia ed Etiopia”.

Proprio lo scambio è il filo conduttore delle ultime iniziative che hanno coinvolto l’associazione “Axum”, come la partecipazione al capodanno etiope che si è svolto a Roma. “Una festa, nel corso della quale il nostro gruppo ha incontrato la comunità etiope e condiviso le sue tradizioni”. Significativo anche l’invito a Messina dell’ambasciatore etiope in Italia, in occasione dell’apertura della nuova sede dell’”Axum” presso la Città del Ragazzo. È stato organizzato inoltre un incontro con le famiglie coinvolte nei progetti di adozione a distanza.

L’associazione, presieduta da Roberto Brunetto, uno dei soci fondatori, si è impegnata in particolare per l’organizzazione di servizi di assistenza sanitaria e scolastica, che prevedono l’invio di medici e di attrezzature: “Abbiamo lavorato per le campagne di vaccinazione e abbiamo portato in Etiopia materiale sanitario e logistico – continua Paolo Calderone – e siamo riusciti a consegnare un’ambulanza attrezzata e un generatore di corrente”.

I volontari si battono per la tutela dei diritti civili della popolazione etiope, ma promuovono l’assistenza sociale e sanitaria anche per le famiglie etiopi bisognose residenti in Italia. A questo scopo vengono gestiti corsi di formazione professionale e attività di beneficenza. Tra le iniziative di “Axum” c’è l’istituzione di un “Fondo di solidarietà internazionale pro Etiopia”.


venerdì 5 ottobre 2007

Battaglia contro l'ATO ME2

Anche la comunità luciese si unisce alle proteste contro la società ATO ME2, che stanno mobilitando i comuni. Con un documento, presentato dal sindaco, Dott. Santi Pandolfo, e sottoscritto in sede di consiglio comunale, si delibera di non adempiere alla richiesta dell’ATO ME2 a prevedere nel bilancio comunale “la totale copertura degli attuali indebitamenti al netto di eventuali anticipazioni”. In relazione alla percentuale di possesso originaria, il Comune dovrebbe contribuire con una somma di poco superiore ai 410 mila euro, di cui ne verrebbero rimborsati 311 mila, con un differenza di 98 mila euro che si abbatterebbero sull’ente. L’adesione del Comune alla società era stata disposta dalla Regione attraverso la nomina di un commissario, nonostante la volontà manifestata dall’ente di non aderirvi. Le motivazioni del dissenso ad aderire all’ATO ME2, spiega Pandolfo, consistevano “nella convinzione che la società, allora costituenda, non sarebbe stata in grado di garantire lo standard dei servizi forniti dal Comune a parità di costi”. “I fatti hanno domostrato che le perplessità espresse si sono tutte concretizzate, con il conseguente aumento indiscriminato della tassazione e l’abbassamento quantitativo e qualitativo del livello di serivizi offerto alla collettività” afferma il primo cittadino. La decisione di rifiutare le richieste dell’ATO ME2 è maturata dalla considerazione che è del tutto inaccettabile e privo di qualsiasi fondamento giuridico far ricadere sui Comuni l’incapacità a riscuotere le somme non pagate dagli utenti e far gravare sugli stessi l’indebitamento accumulato dalla società, che agisce in totale autonomia e con l’organico e le risorse di cui è dotato. Criticato anche il metodo di ripartire indiscriminatamente le somme non riscosse su tutti i comuni aderenti, costringendo anche quelli in cui la tassa sui rr.ss.uu. viene pagata “a sobbarcarsi oneri non di competenza”. Il consiglio comunale individua nella logica del profitto la causa dei disservizi prodotti, dovuti alla scarsa organizzazione delle risorse umane sul territorio interessato. Per tutte queste ragioni, il sindaco Pandolfo ha deciso di non prendere parte agli atti deliberativi dell’ATO ME2, dando alla mancata partecipazione il duplice significato del disconoscimento della società e della presa d’atto del suo fallimento “nel raggiungere gli obiettivi propri, consistenti nella razionalizzazione e nel miglioramento del servizio di raccolta e smaltimento dei rr.ss.uu.”. Il documento è stato inviato alle autorità di competenza.

Cosa succede in consiglio comunale

Dopo la pausa estiva sono ripresi i lavori del consiglio comunale, presieduto dal Prof. Santo Vaccarino, che è tornato a riunirsi in due sedute. In prima battuta è stato ascoltato dai consiglieri il difensore civico, Paolo Cigala, il quale ha relazionato in merito all’attività annuale svolta all’interno del Comune. Il difensore ha fatto riferimento in particolare a segnalazioni pervenute dal partito dei comunisti italiani. Tra cui la sparizione di alcuni testi storici dall'archivio luciese, come il leggendario (è proprio il caso di dirlo, visto che ne parlava padre Giovanni Parisi ma non si ritrova nei censimenti degli ultimi 20 anni) "Libro Rosso del Sindaco". Alle sue osservazioni ha risposto puntualmente il sindaco, Dott. Santi Pandolfo, il quale ha sottolineato che “la funzione del difensore civico è quella di mediare tra i cittadini e gli enti comunali, ponendosi quale organo super partes”. In altre parole, Pandolfo si è difeso dalle accuse che non riguardano l'attuale amministrazione (come la mancata sorveglianza dell'archivio) e ha puntualizzato che non una richiesta è effettivamente arrivata all'ufficio del difensore da parte dei cittadini, in merito alla trasparenza e al funzionamento degli uffici. Come dire, l'istituzione del difensore civico, che per altro non è presente in tutti i Comuni, segnala un alto grado di rispetto per i cittadini. Ma viene da chiedersi come stia funzionando questa figura all'interno del Comune luciese, se effettivamente i cittadini utilizzino questa risorsa, in quale modo Paolo Cigala stia svolgendo il suo compito. Resta l'amarezza per la constatazione dell'impossibilità di dialogare: Cigala contesta al Sindaco di non aver mai risposto alle sue missive, ma poi abbandona l'aula consiliare mentre il Sindaco replica alla sua relazione.

Il dibattimento è poi proseguito su un tema “caldo”, la variazione del Bilancio 2007 e del Bilancio pluriennale e salvaguardia degli equilibri di Bilancio. Ma su questo punto non si è raggiunto l’accordo tra maggioranza e opposizione. Il documento, presentato dal rag. Giuseppe Isaia, non è stato approvato. Un passo carico di conseguenze, che lascia intravedere l'ombra del commissariamento.

La prima seduta del consiglio si è conclusa con la sottoscrizione di un importante atto, proposto dal sindaco Pandolfo e accolto dalla maggioranza compatta e da una parte dell’opposizione. Il documento riguarda l’emendamento sulla “comunicazione per intervento finanziario al fine di assicurare la totale copertura delle spese della gestione integrata dei rifiuti”. Con questa delibera il consiglio comunale disconosce la società ATO ME2, prendendo atto della sua incapacità “nella razionalizzazione e nel miglioramento del servizio di raccolta e smaltimento dei rr.ss.uu.”. Anche il Comune luciese, quindi, si unisce al coro di proteste che si alza potente in tutta la provncia contro un decreto regionale che obbligherebbe i comuni a pagare tasse che le comunità rifiutano come ingiuste.

In una seconda seduta i consiglieri hanno affrontato il tema del decentramento delle funzioni catastali, deliberando all’unanimità di aderire al polo catastale che riunisce Milazzo e i comuni della valle del Mela. La decisione subentra alla prima ipotesi, discussa in sede di consiglio dei sindaci, di costituire un unico polo catastale da Milazzo a Villafranca, con l’adesione dei 15 comuni appartenenti al pit 22, e risponde ad un’esigenza di razionalizzazione del servizio.

Nel corso della seduta si è discusso di un’altra scottante questione, quella concernente la diminuzione del numero delle guardie mediche prevista dalla Regione. Si è pronunciato in merito il consigliere Carmelo Bella, il quale ha redatto un documento esprimendo la necessità di conservare il presidio luciese.

martedì 2 ottobre 2007

Banda "M. Randisi", quando la musica diventa successo


È una delle realtà che funzionano meglio, capace di unire il talento di tanti giovani e di tenere alto il nome della nostra città, con ottimi piazzamenti nei concorsi nazionali. Merito dell’impegno, della costanza, della passione per la musica, dell’affiatamento all’interno del gruppo. Ma in particolare un successo del maestro Giuseppe D’Amico, che dirige la banda musicale “Michele Randisi” dal 2001. Sotto la sua guida, la banda luciese ha conquistato il premio di prima fascia al Concorso Nazionale per Orchestre di Fiati “Suoni in Aspromonte” nella città di Polistena (RC) e il piazzamento con 89/100 al secondo posto assoluto in seconda categoria. Una giuria composta da Ferrer Ferran, Antonia Sarcina e Angelo De Paola ha decretato l’ottimo risultato per l’orchestra luciese, che si è esibita eseguendo brani di F. Erickson (Toccata for Band) e di P. La Plante (In the Forest of the King). Un successo giunto a coronamento di una stagione artistica iniziata nello scorso mese di luglio con una serie di concerti effettuati in Toscana (Livorno, Castellina Marittima e Calci) nell’ambito di importanti rassegne e proseguita con la partecipazione nel mese di agosto a due grandi raduni bandistici a Canicattini Bagni (SR) e Gioiosa Jonica (RC).

La Banda luciese con il risultato raggiunto a Polistena conferma i vari piazzamenti ottenuti con la direzione del maestro Giuseppe D’Amico: già a maggio del 2001 ha ottenuto il premio di terza fascia all’8° concorso bandistico nazionale “a.m.a. calabria” di Lamezia Terme e a luglio dello stesso anno il premio di prima fascia al 3° concorso bandistico nazionale “Riccardo Casalaina” di Castroreale e il primo premio ex-aequo di sfilata. Nel 2004 è stata la volta del premio di seconda fascia conquistato al 1° concorso bandistico nazionale di Canicattini Bagni (SR) e del premio di terza fascia all’8° concorso nazionale per Banda “la bacchetta d’oro” di Frosinone. La Banda “Randisi” ha nuovamente fatto incetta di premi nel 2005 con la prima fascia ottenuta al 3° concorso per banda e orchestra di fiati “Suoni d’Aspromonte” di Cittanova (RC) e nel 2006 con la seconda fascia raggiunta al 4° concorso musicale nazionale “D. Cipolla” di Cetraro (CS).

L’organico strumentale è composto da: Carmen Mazzeo, Angela Pinzone, Martina De Mariano, Elisa Trifirò, Gaetano De Mariano, Giuseppe Pinzone, Silvia Nicastro, Francesca Calderone, Antonino Barca, Santo Ispoto, Sebastiano Rizzo, Beatrice Di Salvo, Caterina Celestino, Giusy Di Paola, Katia Santamaria, Maria Pia Cirino, Antonino Di Paola, Antonino Cirino, Stefano Bonanno, Antonino Impalà, Ivan Barbaro, Natale Cirino, Stefano D’Amico, Luigi Merulla, Carmelo Manna, Franco Impalà, Fabio Romanzo, Giovanni Giunta, Carmelo Arizzi, Antonio Gitto, Mario Manna, Giovanni Manna, Daniele Lipari, Gianfranco Ilacqua, Franco Stracuzzi, Ruben Mirabile, Salvatore Lipari, Carmelo Fiorello, Aurelio Ilacqua, Francesco Lipari, Giovanni Campo, Filippo Alibrando, Giorgio Milazzo, Giuseppe Fragale, Donatella Milone, Santo D’Angelo, Stefania Celi, Bartolo Stimolo, Michele Napoli.

domenica 30 settembre 2007

Sondaggio politico

Il clima non è ancora rovente, i giochi sono appena all'inizio e il complesso ingranaggio della campagna elettorale si prepara ad essere messo in moto, decretando l'inizio del confronto tra i candidati in lizza per il dopo-Pandolfo. Due sono stati i mandati che lo hanno visto protagonista consecutivamente, pochi i mesi che separano i cittadini dalla chiamata alle urne. Una chiamata in cui sono interpellati a decidere il destino del paese, scegliendo da chi farsi amministrare, con quali priorità, con quali punti programmatici e soprattutto verso quali obiettivi progettuali.

L'auspicio che parte da questo blog è che lo strumento-voto sia usato consapevolmente: che cresca la percentuale di coloro che esprimono una preferenza d'opinione. Il rischio, sempre presente, è che il girotondo delle promesse e i meccanismi clientelari allontanino dalla considerazione dei veri bisogni della nostra comunità. Il senso civico, d'altra parte, dovrebbe suggerire a coloro che saranno eletti a reggere il paese nei prossimi anni il coraggio di assumersi le responsabilità delle proprie scelte. Anche quando non sembrano popolari, anche quando non sono facili o non si trovano a portata di mano.

Tante le aree in cui urge intervenire, programmare, investire. Dalla progettazione di un piano di valorizzazione turistica e territoriale alle politiche sociali. Non meno forte la necessità di un rilancio economico e imprenditoriale della nostra città, così come sarebbe indispensabile sviluppare le risorse umane, potenziare la partecipazione, scalfire l'indifferenza o il disinteresse nei confronti della cosa pubblica.

Il sondaggio che ho inserito a sinistra, e nel quale alcuni di voi hanno già votato, è un piccolo campione rappresentativo delle opinioni dei cittadini luciesi sulle priorità che la prossima amministrazione dovrebbe affrontare nella gestione del paese. Un mese di tempo per votare, esprimendo la vostra opinione virtualmente in attesa dell'apertura della campagna elettorale.

Se l'esperimento riesce, sondaggio dopo sondaggio, mese dopo mese, avremo da questo blog un termometro per misurare le esigenze che i cittadini vorrebbero venissero programmaticamente inserite in un piano di governo. Con il commento, mio e vostro, dei risultati, e un'utile mappatura delle proposte, delle opinioni, delle idee della comunità luciese.

martedì 25 settembre 2007

Vandalizzata l'antica cisterna di piazzetta Largo Bando

Distrutta l’imboccatura esagonale, smosse le antiche pietre, divelto il sostegno in ferro della carrucola. Queste le condizioni in cui si trova attualmente l’antica cisterna di Largo Bando, risalente al 1750. Lo scempio è stato compiuto su un bene sottoposto a tutela dall’Assessorato regionale ai Beni culturali, perchè, come si legge nel decreto, “riveste grande interesse storico, architettonico ed antropologico”.


L’amara scoperta è stata fatta da Ruggero Vasari, proprietario del palazzo omonimo che si affaccia sulla piazzetta. La cisterna, infatti, è parte del complesso di immobili facenti parte del palazzo “Basile-Vasari”, costruito da maestranze palermitane all’inizio del diciottesimo secolo. Anche l’edificio, dalla splendida facciata barocca, è stato riconosciuto dal decreto assessoriale del 1996 come bene da tutelare. La cisterna costituisce parte integrante del palazzo ed è di notevole interesse perchè “legata allo spazio urbano definito dalla facciata”. Lo testimoniano l’imboccatura esagonale, che presenta le stesse caratteristiche tecniche della muratura della facciata del palazzo, a conferma della loro contemporanea edificazione, e i condotti che la riforniscono, in parte ancora funzionanti, collegati con i cortili interni del palazzo.

Alla cisterna è stato riconosciuto anche il valore di documento materiale e simbolico di alcuni aspetti dei rapporti che legavano una comunità e le classi che la strutturavano, e di come intorno a questi rapporti si organizzavno gli spazi urbani di uso comune. “È
un pezzo di inestimabile bellezza che viene distrutto” commenta Vasari, il quale si sta facendo carico del restauro, per cercare di riportare all’aspetto originario un bene di grande valore, danneggiato dall’incoscienza di un atto vandalico. È una parte della nostra memoria storica ad essere compromessa: il palazzo, con la cisterna, testimoniano un aspetto importante dell’organizzazione delle comunità tradizionali del passato. Conservano le tracce di una cultura architettonica che ancora oggi si conserva in molti comuni della provincia.

Il danno riguarda dunque un bene patrimoniale che appartiene alla collettività, così come l’esigenza di conservarlo è un dovere civico. Il “pubblico interesse”, infatti, ha spinto la Sovrintendenza ai Beni culturali e Ambiantali di Messina alla proposta di sottoporre il complesso Vasari alle norme di tutela riconosciute dal decreto assessoriale. Piazzetta Largo Bando è un angolo che sembra sottratto al tempo che passa. L’imponenza del palazzo, che si erge elegantemente tra le costruzioni circostanti, la cisterna che richiama alla memoria epoche passate, il verde del piccolo giardino con piante ornamentali, rendono speciale l’atmosfera che si respira passando per le viuzze che circondano la piazza. Si tratta di considerare la bellezza di questa parte del patrimonio luciese come bene da salvaguardare, difendere e valorizzare nel quadro più ampio di una promozione turistica e culturale del nostro territorio.

venerdì 21 settembre 2007

Destinazione Messico, inseguendo un sogno

Vorrei segnalare una bella iniziativa, che ha coinvolto quest'estate un gruppo di giovani luciesi e che potrebbe diventare un progetto da realizzarsi annualmente.

Si tratta di una missione di solidarietà, che ha avuto come destinazione il Messico.Tre settimane gomito a gomito con gli abitanti dei villaggi messicani. Respirando la stessa precarietà di condizioni, ma imparando anche una grande lezione di vita.

Una sfida, che quattro ragazzi hanno affrontato, rinunciando alle vacanze per portare un aiuto nella vita di una popolazione sfortunata, adattandosi a vivere in situazioni difficili.


L’iniziativa è partita dai tre padri missionari arrivati dal Messico a S. Lucia per animare la vita religiosa del Santuario della Madonna della Neve. Jesus, Lino e Miguel, questi i loro nomi, hanno preparato a lungo i ragazzi coinvolti nel progetto, con un corso di spagnolo e giornate di formazione. “Ci siamo confrontati con tradizioni e abitudini diverse dalle nostre, donando il nostro contributo e vievndo un’importante esperienza che ci ha insegnato molto” racconta Giusy Nicuro, che ha partecipato alla missione insieme a Maria Catena Mirabile, Elisa Siracusa e Adriano Bombara.


I ragazzi sono stati accolti da una comunità cristiana di Matehuala, città a sette ore di autobus da Città del Messico. Qui hanno ricevuto ospitalità nei villaggi della zona, condividendo con gli abitanti la scarsità dell’acqua, la povertà del cibo, il clima desertico. Hanno dormito nelle loro case, pranzato alla loro mensa, con quella cucina che generosamente è stata offerta loro: fagioli, tortillas, riso, pollo, che qualche famiglia riesce a permettersi.



“Abbiamo scoperto anche un grande senso di ospitalità e tanto bisogno d’affetto, soprattutto da parte dei bambini, che in molti casi sono abbandonati a loro stessi” dice Giusy. Il progetto, che ha coinvolto anche una ventina di ragazzi provenienti da Milano, prevedeva la divisione di tutti i partecipanti in gruppi di lavoro, in base alle competenze da mettere al servizio della popolazione locale. La giornata tipo iniziava la mattina presto, con lavori manuali e momenti di animazione per i bambini e per i più grandi. Lo scopo della missione era quello di aiutare la gente del posto nelle attività di ogni giorno e realizzare progetti più ambiziosi, come il completamento di una clinica e di una cappella.

Il gruppo di giovani luciesi è stato accompagnato da Padre Lino, tornato in Messico per la prima volta dopo tanti anni trascorsi in Italia: “il mio compito – dice – era quello di mediare tra due culture diverse. La cosa più bella è stata scoprire che il linguaggio della solidarietà supera tutte le differenze”. Il progetto prevede anche altri impegni, come spiega padre Lino: “continueremo a seguire da qui la popolazione. Ma soprattutto coinvolgeremo i giovani luciesi per organizzare altre missioni, non solo in Messico”.

Sognare è possibile. Queso il messaggio che padre Lino vuole lanciare alla comunità luciese, ai giovani in particolare: "quando ho proposto questa esperienza - dice - pensavamo che sarebbe stato impossibile realizzarla. Troppe difficoltà, quasi non ci credevamo". E invece...è stata una scommessa vinta, e vinta alla grande.

mercoledì 19 settembre 2007

L'Associazione Messinese di Montreal accoglie il gruppo teatrale "Colapesce"

Nuova iniziativa in programma per l’Associazione Messinese di Montreal, fondata in Canada da un un gruppo di emigranti per mantenere vivo il legame con la Sicilia. L’Associazione, che ha compiuto 25 anni, è simbolo di continuità con il passato per le seconde generazioni, quelle nate e vissute in Canada, e punto di riferimento per le famiglie provenienti dalla città e dalla provincia di Messina. Il gruppo più numeroso è costituito dai luciesi, che si sono trasferiti in Canada per lavoro ma che sentono ancora un forte senso di apparteneza alla loro terra. E di origine luciese è anche il vicepresidente dell’Associazione, Franco Mendolia, che accoglierà a Montreal il gruppo teatrale Colapesce di Pace del Mela. L'Associazione Messinese di Montreal è attualmente presieduta dalla signora Maria Donato.

Si tratta di un’iniziativa a cui si lavora da tempo, che si concretizzerà il 25 ottobre, quando dall’aeroporto di Catania prenderà il volo il cast al completo, per esibirsi nello spettacolo che ha già riscosso successo nel comprensorio.


Ad essere messo in scena è “Intimo per donna”, commedia in due atti ispirata ad un divertente film con Stallone e la Muti. L’allestimento è curato dall’Associazione Culturale Colapesce, nata nel 2006 per volontà di due appassionati attori amatoriali del teatro dialettale siciliano: Nino Spada e Vita Pollino. “Intimo per donna” è scritto da Salvatore Saitta per la regia di Pino Bonanno e con musiche originali di Filippo Pollino.

Il programma prevede due esibizioni a Montreal, sabato 27 e domenica 28. Martedì 30 il gruppo di sposterà a Toronto, e da lì si ripartirà per la Sicilia, giorno 2 novembre. Oltre alle rappresentazioni, durante il soggiorno del gruppo ci saranno incontri con la stampa locale e momenti di svago, come l’escursione alle cascate del Niagara. Ma i momenti più significativi saranno quelli di scambio con le famiglie dell’Associazione di Montreal, che hanno già generosamente accolto e ospitato la delegazione luciese che l’anno scorso si è recata in Canada per festeggiare i 25 anni dell’Associazione. Il gruppo Colapesce sarà accompagnato anche da due addetti stampa: ci saremo io e Franco Perdichizzi, giornalista di “Onda tv”. Sarà nostro compito seguire l’iniziativa e curarne la rassegna stampa.



Le informazioni sull'Associazione Colapesce sono sul sito http://www.nispa.it/acc, da dove è possibile scaricare l'intera commedia.

Scuola, si ricomincia.

Ritorno sui banchi pieno di novità: il mondo della scuola si confronta quest’anno con le nuove regole dettate dalla riforma ministeriale, che cancella di fatto il sistema voluto dalla legge Moratti. Anche a S. Lucia, quindi, si dovranno affrontare le novità didattiche, mentre tornano alla ribalta le questioni legate all’edilizia scolastica. Nei plesso dell'istituto comprensivo, diretto dalla dottoressa Maria Trifiletti, cosa funziona e cosa no? Hanno risposto alle mie domande il sindaco, dott. Santi Pandolfo, e l’assessore alla pubblica istruzione, l’insegnante Libero Rappazzo. Qual’è lo stato dei plessi e delle altre strutture? “L’anno scolastico inizia senza particolari problemi” dice Rappazzo. “Abbiamo previsto interventi a favore delle strutture scolastiche per risolvere alcune carenze all’interno e all’esterno dei plessi” spiega il sindaco.


Iniziamo dal plesso “XXV Aprile”, che ospita le classi elementari e la scuola materna. Qui i lavori di ristrutturazione riguardano la facciata, l’adeguamento degli impianti di sicurezza, la deumidificazione. “Tra le priorità c’è la scalinata prevista per il collegamento con il parcheggio attiguo alla scuola. Questa struttura è finalizzata alla sicurezza, perchè fungerebbe da uscita d’emergenza, e anche allo smaltimento del traffico che congestiona lo spiazzale antistante durante gli orari di entrata e di uscita degli alunni” spiega l’assessore. Il plesso è stato dotato di moderni infissi e di un’aula multimediale.


Ma la vera novità è la prossima apertura del palazzetto dello sport, come annuncia Rappazzo: “mancano gli ultimi ritocchi per il completamento del palazzetto, che diventerà una risorsa non solo per la scuola ma per tutta la città” aggiunge Rappazzo. La struttura, infatti, è attigua al plesso scolastico e nasce come palestra per le attività dei ragazzi, ma potrebbe ospitare anche altri tipi di eventi sportivi e diventare un punto di riferimento per lo sport luciese.
La scuola elementare “Cappuccini” soffre invece di un altro tipo di problema: la carenza di alunni. “Per quest’anno riapre e funziona regolarmente, ma è sempre a rischio chiusura – dice Rappazzo – anche perchè le famiglie tendono a trasferirsi verso la parte bassa del paese e inevitabilmente il numero degli iscritti è ogni anno più esiguo”.


Alcuni interventi riguardano il plesso che ospita la scuola media, in cui sono previsti lavori sulla struttura esterna e all’impianto di illuminazione. La situazione più difficile sembra quella del plesso di via Roma, dove si trova una scuola materna. “È previsto il trasferimento al plesso che è stato recentemente completato in via Pattina – dice l’assessore – ma siamo in attesa del collaudo a causa di problemi burocratici”. A ciò si aggiunge la necessità di un collegamento con la struttura attraverso una strada praticabile. Ma, come spiega il sindaco Pandolfo, la costruzione della strada è stata finanziata con i fondi comunali e il plesso funzionerà quando sarà risolto il contenzioso con la direzione dei lavori.


Nella foto (da sinistra): l'assessore Libero Rappazzo, il sindaco Santi Pandolfo, la baby sindaco Alessandra Cirino, il dirigente scolastico Maria Trifiletti.

venerdì 14 settembre 2007

"La via Peloritana": imprenditorialità e turismo

Il Consorzio “La via Peloritana” è un progetto che associa 24 imprese nei Comuni di Santa Lucia del Mela, San Pier Niceto, Monforte San Giorgio, Rometta e Condrò. Le aziende presenti sul territorio hanno beneficiato dei finanziamenti europei e del P.O.R. Sicilia 2000-2006, grazie all’iniziativa dei Comuni aderenti al Pit 22 “La via dell’argilla per lo sviluppo e la produttività”.

Si tratta di un'iniziativa che ha consentito agli operatori dell’hinterland di attingere al finanziamento europeo a fondo perduto fino al 50 per cento della spesa relativa agli interventi previsti per ristrutturare e potenziare le imprese. Il progetto ha centrato il primo posto della graduatoria redatta dall’Assessorato regionale alla Cooperazione ed è stato finanziato anche grazie alla priorità che il bando riservava ai costituendi consorzi.

Il consiglio direttivo del Consorzio, nel quale sono rappresentati i comuni, è composto da Catena Toldacci (Presidente), Francesco Pinizzotto (Vice presidente), Giuseppe Grosso (Segretario), Maria Pagano (Consigliere), Nastasi Carmelo (Consigliere). Ad assistere il Consorzio nella sua formazione e nella fase di progettazione, ma lo seguirà in tutto il suo svolgimento dell'attività, è stato chiamato l'esperto consulente Carlo Giuffrè.
“Siamo ormai alla fase finale del progetto, tutte le aziende hanno ottenuto i contributi e l’esperienza si è rivelata positiva” spiega la presidente Catena Toldacci, titolare di una ditta luciese. “Gli operatori si sono uniti in un clima di collaborazione e non di concorrenza, mentre i Comuni hanno svolto un’opera di sensibilizzazione e informazione, sono stati i primi a crederci”. S. Lucia del Mela, in particolare, con la metà delle aziende che hanno sottoscritto il progetto, è il Comune capofila, grazie al lavoro svolto dal sindaco Pandolfo e dall’assessore Interisano. Qui ha sede ufficiale il Consorzio, che ha lanciato il marchio “La via Peloritana”, diffuso tramite il sito internet, i gadget, la pubblicità e soprattutto il lavoro di equipe finalizzato a rilanciare l’economia e l’immagine dei Comuni siciliani. San Pier Niceto è invece il Comune che funge da soggetto coordinatore per tutti quelli della fascia tirrenico-peloritana, sotto la guida tecnica di Benedetto La Macchia.

Sulla scia del successo del progetto, anche i Comuni delle Eolie si sono organizzati per attingere ai finanziamenti europei erogati dall’assessorato regionale alla Cooperazione, con la costituzione di due consorzi. Catena Toldacci è stata presente alle conferenze di Lipari e Salina per portare la sua esperienza: “Quello che auspichiamo è un futuro incontro tra i consorzi, nell’ottica di una rete di rapporti che serva non solo alle imprese ma a tutto il territorio”. Il Consorzio punta infatti alla promozione delle risorse turistiche dei Comuni dell’hinterland, attraverso un percorso di riscoperta delle tradizioni e dei prodotti tipici. “A questo scopo”, spiega la Toldacci “sono stati presentati alla Regione progetti di valorizzazione dei piccoli centri, un nuovo percorso di sviluppo per rivitalizzare l’economia e il turismo”.

“La via Peloritana si è rivelata un progetto vincente, ma oggi stiamo raccogliendo i frutti di un impegno che parte da lontano” conclude la Toldacci. L'iniziativa assume anche un grande significato sul piano politico-istituzionale: è infatti un esempio di capacità delle imprese di unirsi e attingere ai fondi messi a disposizione dall'Ue, considerando anche che la Sicilia viene spesso rimproverata di non saper sfruttare le risorse europee.

L’importo complessivo del contributo ripartito tra le imprese ammonta a 1.136.000,00 euro, con cui sono stati finanziati interventi di vario tipo: dall'acquisto di nuove macchine per la pasticceria da parte dei bar, alla riqualificazione dei prospetti dei negozi di generi alimentari e delle macellerie, soprattutto con indirizzo specifico al rifacimento con pietra caratteristica. Ma anche molto "gettonata" l'illuminazione a basso consumo, la ricerca dell'armonia del proprio prospetto con il centro storico, e l'informatizzazione dell'attività. Una quota degli investimenti individuali, con il 50 per cento già previsto sempre a carico della Regione, è stata mirata allo sviluppo di un’azione comune volta a promuovere turisticamente il territorio interessato.

martedì 11 settembre 2007

Per non dimenticare.

4 Agosto, 2006. New York. Cammino a piedi per le sorprendenti vie di Manhattan. Spazi e altezze ai quali i miei occhi non sono abituati. La vita mi scorre frenetica accanto, in una giostra impazzita di colori, facce, odori. La città pulsa, vibra, senza stop, senza soste, tra le automobili che scorrono sul Brooklyn Bridge, la linea azzurra della Sky line e le finestre infinite degli immensi grattacieli. New York, la città che non dorme mai.

All'improvviso, un vuoto, un buco, una voragine. Proprio lì, nel cuore pulsante della città, uno dei pochi posti al mondo dove sei autorizzato a pensare che niente si fermi mai, dove è inconcepibile trovarsi di fronte un intervallo vuoto di incalcolabili dimensioni, una ferita aperta nella fitta architettura metropolitana della city. E solo allora capisci veramente, o hai l'impressione di capire, quello che può aver significato il crollo delle Twin Towers. Lì, dove sorgevano le torri più alte di NY, resta una voragine che diresti senza fondo, e anche il cielo sopra di te sembra opprimerti, talmente vasta è l'area che si è aperta tra i grattacieli. Ti sembra di esserci già stato, non una ma molte volte, tanto le immagini televisive ti fanno sembrare familiari quei luoghi. Ma ciò che non è familiare è la sensazione che si prova. Solo stando lì, fermo, in mezzo a quel vuoto, perso in quel silenzio di macerie, realizzi, per un attimo, la reale portata della tragedia. Le parole vengono meno. Non si può che osservare in silenzio. Senza fiato.



Molti i fiumi di parole che verranno spesi oggi, tante le commemorazioni, grande l'attenzione di tutti mezzi stampa, tra sincera commozione e il rischio, sempre presente in queste occasioni, di scivolare nella retorica, nel girotondo delle accuse, nelle insidie dei giochi politici .

Dalle pagine di questo blog sento il dovere di dedicare il mio ricordo e un pensiero alle vittime dell'attentato che l'11 settembre del 2001 colpì al cuore l'America scoprendola vulnerabile e lasciandoci spettatori increduli di immagini televisive che sembravano fantascienza ma che si sono rivelate più vere di ogni immaginabile realtà.

Sono passati sei anni e nulla è come prima nè potrà mai più esserlo. Ma oltre gli echi del tam tam mediatico, oltre le decisioni prese nei centri di potere, oltre le conseguenze che hanno aperto scenari imprevedibili restano i tanti volti sconosciuti delle vittime, alcuni ancora sommersi dalle macerie del World Trade Center che li hanno seppelliti per sempre. Si ricostruirà su quei resti, il tempo continuerà a scorrere indifferente sulle pareti dell'Empire State Building, a far brillare le luci ai quattro angoli di Times Square e quell'immensa voragine che stravolge il cuore pulsante della città finirà per rimpicciolirsi e scomparire. Si parlerà ancora per molto tempo della politica di Bush, della guerra in Iraq, di Bin Laden e dei fondamentalisti islamici. A cercare colpevoli, ad individuare nemici.


Ma a loro, alle infinite vittime, innocenti e sconosciute, provocate dall'attentato e dalle guerre che ne sono conseguite, alle vittime di cui è scomodo parlare, va da questo blog un pensiero e un ricordo.