giovedì 21 settembre 2017

I nodi dell'accoglienza. Assemblea pubblica sulla questione migranti



Non sono mancati i momenti di tensione nel corso dell’assemblea pubblica che l’Amministrazione comunale ha convocato ieri in aula consiliare per informare la popolazione sul tema che ha infuocato l’estate, ovvero gli arrivi di gruppi di migranti all’istituto per anziani “Calderonio” a metà agosto e, una settimana fa, nei locali del Seminario vescovile interno al Castello. Una situazione non del tutto nuova per la comunità luciese, che già nel 2010 aveva accolto minori non accompagnati in una struttura privata e, successivamente, presso lo stesso “Calderonio”, che con una modifica statutaria apportata dal vecchio CdA ha inserito la voce migranti tra le proprie finalità, nel tentativo di salvare dal collasso economico le casse dell’ente, in grave deficit. 
Per questa ragione, oltre al personale esperto della società messinese “Lighthouse”, che gestisce per intero i 30 richiedenti asilo alloggiati al Seminario, ad occuparsi dei 16 migranti ospitati al “Calderonio” è in parte anche il personale dell’Ipab, aggrappato alla speranza di una entrata economica a fronte degli ultimi 20 mesi senza stipendio. Coniugare le esigenze degli anziani ricoverati con quelle degli ospiti è tuttavia, sin dall'inizio, il vero problema che si pone per la struttura, situata nel cuore di un quartiere del centro storico che risente già di disagi cronici e che sta subendo le conseguenze di una presenza non ancora integrata con il territorio, come denunciano gli abitanti della zona.
L’assemblea di ieri è stata di fatto la prima occasione di confronto – nonché di scontro, in qualche caso, – tra il sindaco Antonino Campo e i cittadini, che hanno rivolto le proprie domande soprattutto al presidente della “Lighthouse”, l’ing. Damiano Catania. È pesata invece l’assenza sia del Commissario del “Calderonio”, sia dei rappresentanti del Seminario vescovile che, già impegnati altrove, hanno rimarcato nei giorni scorsi il mancato coinvolgimento da parte del Comune nella scelta della data dell’incontro. Ad acuire il generale malcontento è, infatti, la destinazione degli ultimi migranti arrivati a Santa Lucia, che occupano il luogo simbolo della città in base ad una decisione presa direttamente dalla sede Arcivescovile, titolare del Seminario, e non concertata con la comunità e le istituzioni locali. 
L’altro grande tema al centro degli interventi dei cittadini è stato quello della sicurezza, sia dal punto di vista sanitario – sebbene rassicurazioni in tal senso siano arrivate tanto dal sindaco quanto dall’ing. Catania, – che dal punto di vista dell’ordine pubblico. A metterlo in luce, soprattutto i residenti nell’area circostante al “Calderonio”, dove si sono verificati due casi eclatanti – l’ultimo martedì sera – di liti di coppia, con il conseguente intervento delle forze armate. A prendere la parola, tra gli altri, il capogruppo di minoranza Pietro Cannuni, che ha bacchettato l’Amministrazione per le mancate comunicazioni fornite ai consiglieri sulla vicenda.  (Katia Trifirò)

domenica 17 settembre 2017

Tragedia Heysel, i soci dello "Scirea" presenti alla commemorazione


Per non dimenticare la strage dell’Heysel, lo stadio di Bruxelles dove, il 29 maggio 1985, poco prima dell'inizio della finale di Coppa di Campioni tra Juventus e Liverpool, persero la vita 39 tifosi, di cui 32 italiani, e si registrarono oltre 600 feriti. Per commemorare le vittime, è stata organizzata oggi a Reggio Emilia – città di uno dei morti dell’Heysel – una cerimonia alla quale ha preso parte con una delegazione anche lo Juventus Club “Scirea” di Santa Lucia del Mela, presieduto da Benedetto Merulla. 
La commemorazione è stata voluta dal comitato Heysel di Reggio Emilia che, prima della partita con il Sassuolo, ha invitato i tifosi ad essere presenti alla cerimonia, programmata stamattina. I soci dello “Scirea” si sono recati al monumento dedicato alle vittime della violenza negli stadi e realizzato ispirandosi alle caratteristiche dello stadio Heysel. 
Più di trent’anni dopo, l’incubo di quella finale non ha mai abbandonato i giocatori che erano presenti in campo e i tifosi bianconeri sopravvissuti: «Lo stadio era vecchio, piccolo, non adatto a una finale – si legge in una delle tante testimonianze. – Restano schiacciati migliaia di spettatori, terrorizzati: da una parte gli hooligans inglesi che spingono, inveiscono e lanciano bottiglie di vetro spezzate, dall'altra la polizia belga che colpisce con i manganelli chi cerca una via di fuga verso il terreno di gioco». 
Nella grande ressa che venne a crearsi, alcuni si lanciarono nel vuoto per evitare di rimanere schiacciati, altri cercarono di scavalcare gli ostacoli ed entrare nel settore adiacente, altri ancora si ferirono contro le recinzioni. Il muro ad un certo punto crollò per il troppo peso, moltissime persone rimasero schiacciate, calpestate dalla folla e uccise nella corsa verso una via d'uscita. 
Su quella assurda tragedia nazionale, che è rimasta come una ferita profonda nella storia della Juventus, tutti gli amanti del calcio, indipendentemente dal colore della maglia, hanno il dovere di mantenere viva la memoria, che ancora oggi ci interroga sui temi della sicurezza e del rispetto tra tifoserie. 




Migranti al Castello di Santa Lucia

30 PERSONE

È arrivato in due riprese, nella tarda sera e nella notte di giovedì, l’ultimo gruppo di migranti accolto nella comunità luciese che, dopo gli arrivi di metà agosto nei locali della casa di riposo “Calderonio”, apre di nuovo le porte a uomini, donne e bambini provenienti dal continente africano. La struttura che li ospita è il Seminario Vescovile situato dentro le mura del Castello arabo-svevo-aragonese, destinato a questo scopo direttamente dall’Arcivescovo di Messina, Lipari, Santa Lucia del Mela, mons. Giovanni Accolla. Si tratta di 30 persone, composte da 4 nuclei familiari, 22 uomini, 4 donne, un bambino. Ma già sabato sono partite 3 donne, inviate dalla Prefettura a Giardini Naxos, e, data la fluidità della situazione, da qui ai prossimi mesi la densità del gruppo potrebbe variare ancora sino ad attestarsi sulle 25 presenze. Il gruppo più numeroso viene dalla Nigeria, altri arrivano dalla Costa d’Avorio, dal Camerun, dal Mali. Tra di loro ci sono sia cristiani che musulmani. 14 uomini sono stati indirizzati a Santa Lucia del Mela dalla caserma “Gasparro” di Messina, la restante metà del gruppo da uno sbarco avvenuto giovedì a Siracusa. Sulla permanenza al Seminario, sono arrivate le rassicurazioni relative al rispetto della sacralità del luogo e alle condizioni di salute degli ospiti, che sono stati sottoposti ai controlli medici. 

LA SCELTA DEL SEMINARIO

«La scelta di ospitare qui i migranti, per un periodo limitato di pochi mesi, è l’esito di un percorso che parte da lontano – spiega padre Dario Mostaccio, economo del Seminario retto da mons. Cesare Di Pietro e incaricato da mons. Accolla all’accoglienza in questa struttura. – Abbiamo messo a disposizione della Prefettura il Seminario per rispondere ad una emergenza, nell’attesa che siano pronte le altre strutture individuate dall’Arcidiocesi per l’accoglienza, secondo un principio umanitario ribadito anche da Papa Francesco». All’Arcidiocesi resterà, in forma di rimborso, una parte dei fondi stanziati per ciascun migrante, che saranno utilizzati per le spese manutentive. Tutti gli appuntamenti religiosi programmati settimanalmente nel Santuario della Madonna della Neve, adiacente al Seminario, tra cui le funzioni liturgiche, saranno garantiti.

LA GESTIONE

Ad occuparsi del gruppo di extracomunitari è la società “Lighthouse s.r.l.” di Messina, presieduta dall’ing. Damiano Catania, che a Santa Lucia del Mela gestisce in parte anche i migranti ospitati all’istituto “Calderonio”. In quest’ultimo caso, la gestione si limita alla fornitura di tre figure professionali (avvocato, mediatore culturale, assistente sociale) e al supporto logistico – il resto del servizio è espletato dal personale dell’ex Ipab con l’ausilio del Comune, –  mentre per il gruppo arrivato al Seminario gli operatori della società sono a lavoro 24 ore su 24, come garantisce il presidente Catania. I migranti hanno a disposizione un intero piano della struttura, che arriva a contenere 50 posti letto, oltre che gli spazi comuni; l’ultimo piano resta libero per le altre esigenze del Seminario, che abitualmente, soprattutto nei mesi estivi, viene utilizzato per raduni spirituali e per la permanenza di sacerdoti o gruppi di preghiera. I pasti vengono forniti tramite un servizio catering affidato ad una attività di San Filippo del Mela con l’obiettivo, spiega Catania, di favorire una ricaduta occupazionale sul territorio della Valle del Mela. Non mancano poi gli appelli alle risorse del volontariato. «Abbiamo previsto la programmazione di attività utili all’integrazione, come il corso di lingua italiana – aggiunge il presidente di “Lighthouse”. – Inoltre, i ragazzi si occuperanno di curare il verde pubblico che circonda la struttura, anche per offrire un servizio in forma di supporto alla comunità». 


LE POLEMICHE

Per quanto riguarda le prese di posizione politiche, il sindaco Antonino Campo è fortemente polemico sulla scelta del luogo simbolo di Santa Lucia del Mela come sede di accoglienza dei 30 richiedenti asilo. Inevitabili, come nel caso degli arrivi di metà agosto al "Calderonio", anche le critiche piovute - soprattutto sui social - da parte dei comuni cittadini, che non sono stati messi al corrente degli arrivi e che contestano l’opportunità di aprire ai migranti le porte di un bene culturale, giacché il Seminario si trova dentro le mura del Castello federiciano, adiacente al Santuario della Madonna della Neve. «Non è il posto idoneo, sia perché il Castello è una delle principali attrazioni turistiche luciesi sia perché rappresenta il legame tra la comunità e il culto mariano», dichiara Campo prendendo le distanze da una scelta che non sarebbe stata concertata con l’amministrazione comunale. «Sono stato informato dalla Prefettura dell’arrivo dei migranti solo nei giorni scorsi, dopo che la decisione era stata presa, e ho manifestato sin dall’inizio la mia contrarietà, anche perché abbiamo già accolto un gruppo di famiglie e bambini nei locali dell’istituto “Calderonio”. La posizione dell’amministrazione comunale è chiara: siamo per l’accoglienza e lo abbiamo dimostrato con i primi 16 migranti ospitati, ma arrivare a quasi 50 presenze significa rendere più difficile la gestione, anche dal punto di vista dell’ordine pubblico». Sulla mancata informazione da parte dell'amministrazione comunale interviene intanto il capogruppo dei consiglieri comunali di minoranza Pietro Cannuni, che scrive stamattina: «Per la cronaca, ad oggi, noi (parlo del gruppo di minoranza) sappiamo di questa vicenda solo ed esclusivamente quanto riportato dagli organi di stampa e riteniamo che non sia la giusta prassi».


L'ASSEMBLEA PUBBLICA

Martedì prossimo il sindaco è stato convocato dal Prefetto a Messina in una riunione di coordinamento con le forze di polizia mentre il giorno dopo, alle 19, in aula consiliare, incontrerà i cittadini per una assemblea pubblica, destinata ad informare sulle modalità degli arrivi al "Calderonio" e al Seminario. Prima della riunione in Prefettura, il sindaco parteciperà ad un incontro con i consiglieri comunali, sollecitato da Cannuni, per assumere una posizione univoca sulla questione. L’esito, nelle intenzioni del presidente del civico consesso Emanuele Impalà, sarà un documento condiviso, con un successivo passaggio in aula. «Gli ultimi arrivi al Seminario sono frutto di una decisione unidirezionale, rispetto alla quale abbiamo manifestato completa contrarietà sin da quando la Prefettura ci ha avvisato – ribadisce il sindaco. – Come Comune non abbiamo mai partecipato ai bandi Sprar e chiediamo che, se si presenteranno altre emergenze, i richiedenti asilo vengano destinati alle città che non li hanno ancora accolti, al contrario di quanto avvenuto a Santa Lucia».

(Katia Trifirò)


Il cortile del Castello, sui cui si affacciano Seminario e Santuario

venerdì 15 settembre 2017

Raccolta differenziata, tra novità e problemi


La struttura di contrada Bellone, recentemente ripulita,
dove dovrebbe sorgere l'isola ecologica


RIFIUTI, NUOVO AFFIDAMENTO

Scadrà il prossimo 15 ottobre l’affidamento del servizio comunale di raccolta, trasporto e conferimento dei rifiuti alla ditta “Ionica Ambiente s.n.c.” di Floridia, selezionata da un’apposita commissione tecnica in seguito all’indagine di mercato alla quale hanno preso parte anche altri due operatori, compresa la “Ecolandia s.r.l.” di Catania che, sin dall’avvio della differenziata sul territorio luciese, ad aprile 2015, si era aggiudicata il servizio. E mentre rimane immutato il calendario che fissa i giorni per il conferimento dei diversi tipi di rifiuti da parte delle utenze, così come il lavoro del personale addetto alle fasi del “porta a porta”, alla scerbatura e allo spazzamento stradale, l’incognita riguarda le modalità di prosecuzione del servizio, nelle more dell’avvio della gestione intercomunale dei rifiuti prevista nel piano di intervento dell’ARO Valle del Mela. Verosimilmente, considerando che i termini per l’avvio slitteranno oltre quelli previsti, alla scadenza dell’affidamento – che ha previsto un impegno spesa poco al di sotto dei 40 mila euro – il Comune luciese procederà con una proroga alla “Ionica Ambiente s.n.c.” o con l’emanazione di un nuovo avviso pubblico. 

DIFFERENZIATA: I DATI DEGLI ULTIMI MESI

Per quanto riguarda i dati relativi alle percentuali di differenziata prodotta, dopo i buoni risultati di giugno, pari al 52%, l’estate fa registrare purtroppo un vertiginoso calo a picco, passando dal 31,2% di luglio sino al 28,4% di agosto. In termini numerici, l’indifferenziata passa cioè dalle 84 tonnellate di giugno alle oltre 139 mila dell’ultimo mese, a causa del fatto che a luglio ed agosto anche l’umido è finito in discarica, in seguito alla chiusura dell’impianto di compostaggio di Ramacca, punto di riferimento della Sicilia orientale. «Una batosta per il nostro territorio, in linea d’altra parte con i dati di molte realtà regionali – commenta l’assessore all’igiene pubblica e alla raccolta differenziata Rosario Torre –, con l’unica speranza che l’umido prodotto a settembre possa essere conferito nel nuovo impianto di Belpasso. A due anni e mezzo dall’avvio della differenziata possiamo dirci complessivamente soddisfatti, anche se permangono delle criticità, come la mancata attivazione, per mere questioni economiche, del Centro Comunale di Raccolta», l’isola ecologica che dovrebbe sorgere in contrada Bellone. 

GLI ABUSI E LA VIGILANZA DI "FARE AMBIENTE"

Si è conclusa intanto l’attività di informazione e prevenzione dell’associazione “Fare Ambiente”, ingaggiata nel marzo scorso dal Comune tramite un protocollo d’intesa per coadiuvare la polizia municipale nel controllo e nella segnalazione dei comportamenti scorretti, vigilando sia sul corretto conferimento dei rifiuti sia sugli abusi, che riguardano soprattutto l’abbandono illecito dell’immondizia negli spazi pubblici e in prossimità dei torrenti.

(Katia Trifirò)

sabato 9 settembre 2017

ALSA: 2° Giornata della Salute e della Prevenzione

Visite, esami e consulti medici del tutto gratis per favorire e promuovere la cultura della prevenzione sanitaria che, in moltissimi casi, può salvare la vita. Nasce con questo scopo, dopo il successo della precedente edizione, la seconda “Giornata della Salute e della Prevenzione”, in programma domani (domenica) presso il Chiostro del Sacro Cuore per iniziativa dei volontari Alsa, l’Associazione Luciese per la Salute e l’Ambiente da sempre in prima linea sui temi della salute e della sicurezza del territorio. 
La giornata prevede alle 8.30 l’inizio delle visite e alle 12 la chiusura dell’accettazione. 
Gli specialisti che presteranno il proprio servizio sono l’endocrinologo Stefano Squadrito, l’oncologa Rosalba Rossello, l’ecografista Domenico La Rosa, il cardiologo Domenico Magliarditi, lo pneumologo Giuseppe Muscianisi, la dermatologa Caterina Ferrara. Le visite preliminari saranno a cura della dott.ssa Tiziana Caporlingua mentre i volontari soccorritori “Misericordia” di Spadafora si occuperanno di controllo glicemico e pressione. 
L’accesso alle visite è aperto a tutti. È consigliabile a chi desidera usufruirne portare eventuali referti medici di esami precedenti.

giovedì 7 settembre 2017

Comunicato congiunto dell'ADASC e del Comitato dei cittadini contro l'inceneritore del Mela

E’ ancora in corso il riesame dell'Autorizzazione Integrata Ambientale della Raffineria di Milazzo, ove si decide in pratica quanto la Raffineria sarà autorizzata ad inquinare nei prossimi anni.

L'ADASC (Associazione per la Difesa dell'Ambiente e della Salute dei Cittadini) ed il Comitato dei cittadini contro l'inceneritore del Mela sono intervenuti per la seconda volta all'interno della procedura.

Le due Associazioni hanno infatti inviato una corposa relazione contenente osservazioni critiche alla documentazione presentata dall'industria, nonché alcune precise richieste volte ad una significativa riduzione dell’inquinamento e del rischio sanitario.

Oggi esistono le tecnologie per ridurre drasticamente le emissioni di agenti inquinanti da parte della Raffineriama quest’ultima appare restia ad applicarle perché ciò richiederebbe corposi investimenti.

Nella proposta della Raffineria infatti non è affatto contemplata l’implementazione di tutte le tecnologie applicabili capaci di abbattere in modo sostanziale l'inquinamento delle matrici ambientali. Inoltre l’azienda ha controdedotto rispondendo negativamente sia alle prime osservazioni inviate dalle associazioni, sia al parere del Ministero della Salute che, con il supporto tecnico-scientifico dell'istituto Superiore di Sanità, ha raccomandato parametri restrittivi per diverse tipologie di inquinanti dannosi.

Evidentemente l’azienda preferisce continuare ad investire in sponsorizzazioni, nel tentativo non tanto velato di zittire le coscienze, piuttosto che investire per ridurre l’inquinamento ed i rischi per la salute.

E’ bene precisare che una riduzione delle emissioni della Raffineria dovrebbe essere imposta innanzitutto per esigenze di salute pubblica, specie dopo una mole di studi scientifici, sanitari ed epidemiologi e le raccomandazioni dettate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per la Valle del Mela. 

Ad esempio uno studio condotto dall’Università di Messina ha rilevato un’incidenza di acromegalia (una patologia endocrina di origine tumorale)  piu’ che doppia nel comprensorio del Mela rispetto al resto della Provincia, ipotizzando il probabile ruolo degli idrocarburi aromatici.

Le campagne di monitoraggio ARPA in effetti hanno spesso riscontrato elevate concentrazioni di idrocarburi non metanici nell’aria del comprensorio a seguito delle segnalazioni di odori molesti che spesso si sentono provenire dalla zona industriale; negli anni l'ARPA ha chiarito come tali composti provengano verosimilmente proprio dai cicli produttivi della Raffineria.

L’applicazione del principio di precauzione, sancito a livello europeo, richiederebbe dunque l’adozione di tutte le misure possibili per ridurre al minimo le emissioni della Raffineria. Misure che oggi esistono e sono perfettamente applicabili, eppure la loro prescrizione da parte del Ministero dell’Ambiente non è affatto scontata. 

Per ottenere questo importante risultato è fondamentale che le amministrazioni coinvolte nella procedura (Comuni di Milazzo e San Filippo del Mela, Città Metropolitana, Regione) richiedano con forza e determinazione l'applicazione di ben precise BAT (migliori tecnologie disponibili) evidenziate nelle osservazioni delle due Associazioni. Peraltro l’applicazione di tali tecnologie creerebbe economia ed occupazione, in quanto richiederebbe considerevoli investimenti da parte dell'industria. 
Nella corposa relazione delle due associazioni sono state richieste anche una notevole restrizione dei limiti emissivi, compatibilmente con la prescrizione delle BAT anzi dette, misure capaci di abbattere le emissioni odorigene, un sistema efficiente di monitoraggio ambientale, l’applicazione del Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 da poco approvato in merito alla progressiva eliminazione degli impianti, la progressiva riduzione della capacità di petrolio da trattare, la verifica del rischio di incidente rilevante (soprattutto in relazione ai serbatoi più vicini alle abitazioni): insomma una vera e propria rivoluzione, ma soprattutto una rivoluzione possibile e fattibile

Chiediamo ai Comuni di Milazzo e San Filippo del Mela, alla Città Metropolitana di Messina ed alla Regione Siciliana di assumere al più presto una posizione ufficiale in merito a tali osservazioni, sia di fronte ai cittadini che in seno alla procedura in corso, a tutela dei cittadini e del territorio in tutte le sue componenti. 

domenica 27 agosto 2017

Sulle orme del Beato: pellegrinaggio penitenziale


Stamattina si è svolto il tradizionale pellegrinaggio dalla cattedrale fino alla contrada San Giuseppe, dove sorgeva la chiesa che custodiva il simulacro marmoreo della Madonna della neve scolpita nel 1529 da Antonello Gagini, oggi venerata nell'omonimo santuario.
Per la prima volta quest'anno sono stati portati in processione anche la catena che il vescovo Antonio Franco usava come strumento di penitenza e il busto reliquiario del Beato.
Questo avvenimento oltre ad essere una manifestazione di devozione popolare è anche un momento nel quale si ha la sensazione di fare un viaggio a ritroso nel tempo: si percorre la stessa strada che percorreva Beato Antonio Franco, si recitano le stesse preghiere e, camminando nei sentieri di campagna, è inevitabile ricordare il miracolo che egli ha fatto mentre si recava in contrada san Giuseppe.

"In uno dei frequenti pellegrinaggi incontrò una fanciulla da più tempo cieca; 
al vederla si commosse, la benedisse e con la saliva le unse le palpebre. 
Ci vedi? le chiese ed essa rispose: Un tantino! 
tornò a benedirla e a ripeter il gesto che le ridonò la vista."


Busto reliquiario argenteo in cattedrale






 
Celebrazione della S. Messa

Processione di ritorno in cattedrale







FONTI BIBLIOGRAFICHE CITAZIONE: 

"Messaggero di bene" il Servo di Dio Mons. Antonio Franco di Salvatore Cambria

sabato 26 agosto 2017

Sulle orme del Beato, si apre domani il programma festivo




IL PROGRAMMA
Le comunità di Santa Lucia e San Filippo del Mela unite simbolicamente dalla figura del Beato Antonio Franco e dalla condivisione degli appuntamenti devozionali che accompagnano la celebrazione del religioso ribattezzato il “San Francesco di Sicilia”, nel quattrocentesimo anno dal suo arrivo nell’antica Prelatura Nullius luciese. Ad aprire i solenni festeggiamenti, che culminano sabato prossimo, sarà il viaggio mariano di domani, "Sulle orme del Beato", con il busto reliquiario dalla Cattedrale luciese – dove riposa il corpo incorrotto del Servo di Dio morto in odore di santità il 2 settembre 1626 – sino alla contrada campestre di San Giuseppe. 
Nel pomeriggio di giorno 2, invece, il busto sarà accompagnato in pellegrinaggio dalla parrocchia di San Filippo sino alla Cattedrale, unendosi al corteo luciese di devoti in partenza dalla parrocchia Sacro Cuore; infine, alle 19 è in programma la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Giovanni Accolla. 
Il programma ricreativo, che comprende la visita alle reliquie del Beato nel Palazzo vescovile, mostre fotografiche, giro bandistico votivo, spettacoli, sagre e l’atteso appuntamento con il “Mankarru Folk Festival”, è a cura del comitato festeggiamenti luciese con il supporto di sponsor e volontari, mentre a San Filippo del Mela è stato curato dall’associazione “A Sena”. Coinvolte le parrocchie dei Santi Filippo e Giacomo, con i frati conventuali, e quella di Santa Maria Assunta retta da don Paolo Impalà. 

IL BEATO
La causa di Beatificazione di Antonio Franco, dopo un lungo e tortuoso cammino attraverso i secoli, si è conclusa il 2 settembre 2013 nella Cattedrale di Messina con una cerimonia presieduta dal cardinale Angelo Amato. Tutta la vita breve vita del Pastore luciese è stata caratterizzata da grazie prodigiose e testimonianze di guarigioni inspiegabili, cui si aggiunge l’intensa attività di intervento sociale connessa alle sue funzioni, in un contesto storico dominato dalla concentrazione del potere politico nelle mani di nobili ed ecclesiastici e segnato dalle condizioni di miseria della maggior parte della popolazione, sfruttata e oppressa. 
Proveniente dalla Spagna, dove era rimasto 10 anni presso la corte del re Filippo III come Cappellano d’onore, Franco si occupa sin dall’ingresso nella Prelatura Nullius di Santa Lucia del Mela, il 18 maggio del 1817, non solo della cura delle anime ma anche delle profonde ingiustizie contro i poveri e i contadini: emana decreti contro gli usurai, ammonisce i vizi degli uomini di chiesa, cura personalmente malati e lebbrosi, consola gli afflitti e vive poveramente, sottoponendosi a penitenze durissime. Alla causa di Beatificazione hanno contribuito, attraverso i secoli, intere generazioni di devoti, studiosi, personaggi illustri, storici, uomini di chiesa. Le fonti archivistiche e le biografie descrivono mons. Franco con tutti i crismi di una “santità eccellente”, che, ancora prima del riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa, ne hanno fatto storicamente uno dei protettori della valle del Mela.